
Il segretario della Cisl Pier Luigi Ledda | Foto Facebook CISL sarda
La tragedia occorsa nella mattinata di oggi, giovedì 15 ottobre, al Porto canale di Cagliari, con la morte di un operaio 61enne schiacciato da alcuni tubi, lascia sgomento il mondo del lavoro isolano. Sul tema è intervenuto il segretario generale della Cisl Sardegna Pier Luigi Ledda.
«Di fronte a una morte sul lavoro – dichiara Ledda – il cordoglio è doveroso, ma non basta. E non basta neppure indignarsi ogni volta per poi aspettare la tragedia successiva. Ogni lavoratrice e ogni lavoratore deve poter uscire di casa per andare al lavoro con la certezza di poterci tornare. Questo deve essere un principio non negoziabile». Il richiamo è verso la politica, oltre che verso il mondo del lavoro. «La Sardegna – continua Ledda – deve assumere la salute e la sicurezza sul lavoro come una vera priorità politica e sociale. Con il Patto di Buggerru, le risorse stanziate e l’avvio dell’Osservatorio regionale abbiamo costruito strumenti importanti. Adesso dobbiamo farli vivere pienamente nei luoghi di lavoro. Significa investire sulla prevenzione, sulla formazione, sulla qualità dell’organizzazione del lavoro, sul ruolo degli RLS e degli RLST, sulla capacità di individuare i rischi prima che producano conseguenze irreparabili e su controlli efficaci e coordinati». «La sicurezza – conclude Ledda – non può essere una risposta all’emergenza. Deve diventare un’azione quotidiana e strutturale, costruita insieme da istituzioni, imprese, lavoratori, organizzazioni sindacali e da tutti i soggetti della prevenzione. Il Patto di Buggerru e l’Osservatorio devono servire esattamente a questo: agire prima. Perché dietro ogni numero c’è una persona, una famiglia, una comunità. E non possiamo continuare ad accettare che in Sardegna si esca di casa per lavorare e non si faccia ritorno».
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