
La necropoli di Montessu a Villaperuccio (foto Uff. Stampa Regione Sardegna)
Olbia si prepara a diventare il centro del confronto internazionale sul turismo culturale con la prima Borsa del Turismo Archeologico dedicata ai siti UNESCO della Sardegna, in programma dal 17 al 20 giugno. L’iniziativa, promossa dall’Assessorato regionale del Turismo in collaborazione con la Camera di Commercio di Sassari e M&C Marketing Consulting, punta a valorizzare e promuovere sui mercati nazionali e internazionali l’enorme patrimonio archeologico dell’Isola.
L’evento si aprirà con un convegno ospitato al Museo Archeologico Nazionale di Olbia, dal titolo «Patrimonio Mondiale Unesco: da riconoscimento a opportunità per il turismo slow». L’incontro sarà articolato in due tavole rotonde dedicate, rispettivamente, ai modelli italiani di valorizzazione dei siti Unesco e alle potenzialità dei principali attrattori culturali sardi come prodotti turistici.
Previsti gli interventi istituzionali del sindaco di Olbia Settimo Nizzi, del presidente della Camera di Commercio di Sassari Stefano Visconti, degli assessori regionali Franco Cuccureddu e Ilaria Portas, oltre ai collegamenti con la presidente della Regione Alessandra Todde e la dirigente del Ministero della Cultura Mariassunta Peci. A coordinare i lavori sarà il divulgatore scientifico Mario Tozzi.
Al centro della manifestazione vi è la strategia di sviluppo del cosiddetto “turismo lento”, basato su esperienze autentiche e sostenibili lungo tutto l’arco dell’anno e in tutto il territorio regionale. Un modello che punta a integrare coste, aree interne e borghi, valorizzando paesaggio, identità e comunità locali.
Il patrimonio Unesco della Sardegna comprende beni materiali come il complesso nuragico di Su Nuraxi di Barumini e le 18 Domus de Janas inserite nella World Heritage List nel 2025, oltre a beni immateriali come il Canto a Tenore, la Faradda de li Candareri e la riserva della biosfera del Parco di Tepilora.
Il programma proseguirà con workshop e incontri b2b tra operatori sardi e circa 40 buyer internazionali, oltre a educational tour nei principali siti archeologici del Nord Sardegna. L’obiettivo è rafforzare il posizionamento dell’Isola come destinazione di turismo culturale di qualità, capace di attrarre viaggiatori interessati ad esperienze integrate tra archeologia, paesaggio e spiritualità.
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