
Il tribunale di Cagliari
È rimasto in silenzio davanti al giudice per le indagini preliminari Graziano Porcu, il 61enne reo confesso dell’omicidio di Daniele Cacciarru, il 35enne ucciso venerdì mattina a Santadi con un colpo di fucile.
Durante l’interrogatorio di convalida dell’arresto, l’uomo ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere, non fornendo ulteriori dichiarazioni sulla ricostruzione dei fatti. Il gip ha comunque convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare in carcere nei suoi confronti.
Nel frattempo sono arrivati anche i primi risultati degli accertamenti medico-legali. L’autopsia, eseguita dal medico legale Roberto Demontis e durata circa cinque ore, ha confermato che la vittima è deceduta a causa della ferita provocata dal colpo di fucile esploso all’altezza del torace.
Restano ancora diversi aspetti da chiarire sulla dinamica del delitto. Secondo una prima ricostruzione investigativa, alla base dell’episodio ci sarebbe stata una discussione legata a questioni di droga e a presunti contrasti nell’ambiente dello spaccio. I carabinieri stanno però approfondendo ogni elemento per ricostruire con precisione quanto accaduto quella mattina.
In particolare, gli inquirenti stanno cercando di capire perché Cacciarru si sia presentato così presto davanti all’abitazione di Porcu insieme ad altre due persone e quale sia stato il ruolo dei suoi accompagnatori. Da chiarire anche la presenza delle armi: secondo quanto raccontato dal 61enne nella confessione, la vittima sarebbe arrivata con una roncola e uno degli uomini con lui avrebbe avuto un fucile.
Porcu avrebbe sostenuto di aver agito per difendersi dopo essere stato minacciato. Una versione che ora dovrà essere verificata dagli investigatori, chiamati a chiarire tutti i passaggi della vicenda, compreso il comportamento delle due persone presenti sul luogo del delitto e il motivo per cui non sarebbero intervenute durante l’aggressione.
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