
Un momento del pellegrinaggio nella Chiesa del miracolo dei 10 lebbrosi a Burqin
Continua il pellegrinaggio solidale in Terra Santa, promosso dalla Diocesi e dalla Caritas di Cagliari. Le ultime ore sono state un’occasione di immersione nella quotidianità locale: una realtà drammatica, dove l’opera della Chiesa e della Caritas provano a lasciare il proprio segno. La visita ai villaggi di Taybeh e Aboud, non lontano da Ramallah, sono state utili per comprendere la situazione che si vive in Palestina.
A Taybeh, l’incontro con il parroco Bashar Fawadleh, è stata l’occasione di tornare sull’aggressione del 17 ottobre da parte dei coloni ai danni della popolazione e di una delegazione di diplomatici e politici arrivati da Belgio, Polonia e Francia. «Non avevo mai visto nulla di simile», ha detto il parroco, nella testimonianza rilasciata a Francesco Birocchi. «Prima di tutto grazie a voi: la vostra presenza e la vostra visita sono molto importanti per noi, per il popolo palestinese e per il popolo di Taybeh – ha precisato – Il problema è che loro – i coloni, ndr – non ci accettano in questa terra – ha proseguito – Vogliono occupare sempre più terra e creare per noi un sentimento di insicurezza, per spingerci a migrare». Nonostante le asperità, il lavoro prosegue nel villaggio. «Qui vivono 1.234 persone – ha proseguito il parroco Bashar nel suo racconto – e ci sono otto istituzioni cattoliche che lavorano per Taybeh e per i villaggi vicini. Sono istituzioni che danno lavoro a circa 100,150 persone in maniera permanente. Negli ultimi tre anni abbiamo poi dato un lavoro temporale a un centinaio di persone, mentre ora lavoriamo a un progetto con 14 persone. C’è poi un piano per appartamenti dedicato a giovani famiglie e uno dedicato alla ceramica riservato al lavoro femminile. Tutto sostenuto dalla Chiesa cattolica e dal Patriarcato latino di Gerusalemme a Taybeh e nei villaggi vicini che si trovano a est di Ramallah».
Anche a Dabond, villaggio di 2700 abitanti, la situazione è la stessa. Il villaggio è isolato perché gli israeliani chiudono le strade e occupano i terreni più fertili con gli insediamenti dei coloni. Non mancano però le iniziative della Caritas, soprattutto in campo scolastico.
«La maggior parte degli studenti sono musulmani», dice il parroco Don Rimon Aded, rivelando molti dei progetti della parrocchia, specie per i giovani. Tra i giovani più impegnati c’è una ragazza, si chiama Talin Favadest, che è stata ospite l’estate scorsa nel campo organizzato a Cagliari dalla nostra Caritas. Da cui è tornata entusiasta. «Era la prima volta che andavo all’estero in vacanza», ha raccontato. «Da noi è difficile uscire dal paese, non possiamo andare al mare che dista solo 50 km. Ma lì, a Cagliari, ho capito di essere ancora libera».
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