Cagliari

Processo Vinci, al centro la capacità dell’imputata In Corte d’assise il confronto tra periti: decisiva la valutazione psichiatrica della donna accusata di aver ucciso la figlia di 13 anni

Il tribunale di Cagliari

Si è aperto davanti alla Corte d’assise di Cagliari il processo a una donna di 54 anni, accusata dell’omicidio della figlia tredicenne, avvenuto nel febbraio 2023 nella loro abitazione a Sili, frazione di Oristano. Il procedimento si concentra in particolare sulla valutazione delle condizioni psichiatriche dell’imputata al momento dei fatti, elemento centrale per stabilire la sua imputabilità.

Nel corso dell’udienza sono stati ascoltati i primi esperti. Lo psichiatra incaricato dall’accusa ha sostenuto che la donna fosse parzialmente incapace di intendere e di volere. Di diverso avviso il perito nominato dal giudice, che ha invece parlato di un quadro di grave patologia, con deliri riconducibili a una forma psicotica, arrivando a ipotizzare un totale vizio di mente. Nelle prossime udienze sarà sentito anche il consulente della difesa.

Secondo quanto emerso, il gesto sarebbe maturato in un contesto di forte alterazione psichica. Dopo l’omicidio, la donna aveva tentato il suicidio. Gli accertamenti clinici effettuati nel corso delle indagini avevano già evidenziato una situazione complessa, con la presenza di disturbi rilevanti.

Il processo dovrà ora chiarire in modo definitivo se, al momento del fatto, l’imputata fosse in grado di comprendere e volere le proprie azioni. Un passaggio decisivo che inciderà sull’esito giudiziario, tra eventuale condanna e misure alternative legate alla salute mentale.


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