
Un detenuto dietro una rete in carcere
Finanziato dalla Fondazione Migrantes, «Prodem» è un progetto in capo alla cooperativa sociale «Cedis», guidata dal presidente Livio Perboni, con il supporto amministrativo esterno di Luisa Licheri, entrambi impegnati nelle attività dell’Ufficio diocesano Migrantes. Rivolto ai detenuti stranieri della Casa circondariale di Uta, il progetto intende offrire un’opportunità concreta di reinserimento sociale attraverso il lavoro. Livio e Luisa ne illustrano la genesi, gli obiettivi e le prospettive.
Come nasce «Prodem» e quali obiettivi si propone?
Nasce innanzitutto da una domanda che abbiamo rivolto a noi stessi: cosa sono stato chiamato qui a fare? O meglio, cosa sono stato chiamato ad essere? Visto che l’Ufficio Migrantes non ha come missione principale le opere cosiddette di carità corporale, ma piuttosto quella di offrire un percorso pastorale, ci siamo chiesti come si può offrire un accompagnamento di crescita spirituale, se la persona migrante non è in condizioni di vita accettabili. Queste riflessioni ci hanno interpellato e dopo aver pregato insieme e riflettuto, abbiamo deciso di scrivere un progetto rivolto a migranti detenuti. Gli obiettivi risiedono nel voler offrire un’occasione di riscatto sociale, attraverso un percorso di inserimento e formazione lavorativa, per offrirgli un lavoro dignitoso e parallelamente cercare d’introdurlo in un contesto di comunità civile ed ecclesiale.
Quanto è importante la rete dei soggetti coinvolti?
La rete pensata per questo progetto ha un’importanza fondamentale: ogni soggetto è imprescindibile sia per motivi pratici e amministrativi, avendo a che fare con soggetti detenuti, sia per far sì che non manchi la possibilità di offrire risposte alle domande e necessità, che possono naturalmente emergere. Inoltre, questa organizzazione ci aiuta per quanto possibile a prevenire eventuali «fallimenti» i quali, cercando di essere realistici purtroppo in questa tipologia di progetti, sono sempre dietro l’angolo.
L’articolo completo è disponibile domani, in tutte le edicole e in formato digitale, all’interno del nuovo numero di Kalaritana Avvenire
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