Il convegno

Quartu, il MEIC a confronto per il convegno “Il «custodire» di Maria nell’era digitale” Domenica 17 maggio si è tenuto l'incontro che ha inaugurato le attività del gruppo quartese del Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale

Quasi in connessione con il tema dell’imminente enciclica di papa Leone XIV «Magnifica Humanitas», dedicata alla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale, si è svolto domenica 17 maggio il convegno «La via di Maria al tempo dei social: custodire meditando nel cuore». Organizzato dal locale gruppo MEIC nel teatro della basilica di Quartu Sant’Elena, ha intrecciato tre punti di vista diversi ma complementari: comunicazione digitale, psicologia e teologia.

«L’intento non è quello di demonizzare la tecnologia» ha precisato il moderatore Nicola Puddu, già direttore di Radio Sant’Elena, «ma capire come abitare questo tempo senza perdere l’attenzione, la profondità e l’umanità». Dopo i saluti del parroco mons. Alfredo Fadda, che ha tenuto a battesimo il nuovo gruppo quartese del Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale, e la presentazione di questa storica realtà diocesana e nazionale – nata a Cagliari nel 1932 – da parte della delegata regionale Maria Lucia Baire, si è entrati nel vivo del convegno.

Il comunicatore digitale Giampaolo Bruno ha messo a confronto la grammatica interiore di Maria – fondata sui verbi greci syntēreō (custodire attivamente) e symballein (mettere in relazione) – e la logica degli algoritmi dei social media, progettati per contendersi la nostra attenzione alimentando il continuo scroll (dall’inglese scorrere). «I contenuti che generano rabbia e paura ricevono più interazioni e vengono amplificati», generando bolle informative polarizzate che confermano le nostre convinzioni evitandoci il confronto con idee diverse. Maria è invece icona di una alternativa: ascolta abitando la complessità, tiene insieme le tensioni senza agire prematuramente, integra le informazioni nel cuore trasformandole in sapienza che orienta la vita, sa accogliere il totalmente altro e l’imprevedibile.

Lo psicologo clinico Riccardo Fessia ha evidenziato che la civiltà digitale porta con sé alcuni disturbi come ansia, depressione, isolamento sociale, dipendenza. I problemi di attenzione sono «una reazione coerente a un ambiente in cui l’attenzione è la risorsa più contesa». Invece «la noia è preziosa: mentre ci annoiamo, la mente produce immagini, crea collegamenti, trova soluzioni». Stiamo perdendo la capacità di creare uno spazio silenzioso che ci permette di pensare e di capire il nostro desiderio profondo, inteso come destino, vocazione. Come ha fatto Maria. «Il rischio è che, bombardati continuamente da notifiche e video, realizziamo il desiderio di un altro: quello suggerito dall’algoritmo».

Don Elenio Abis, assistente ecclesiastico del MEIC, ha proposto la «cella del cuore» della tradizione monastica come antidoto al rumore digitale e al ritiro sociale. Per San Pier Damiani è l’officina spirituale dove si restaura la propria immagine interiore, ma anche l’arena dove si fa guerra ai propri demoni e si conosce sé stessi. «Qui si forma una maturità libera e una libertà matura», dove il cuore crea spazi dilatati di carità per quella stabilità del cuore di cui Maria è modello supremo.

Lorella Marietti – presidente MEIC Quartu Sant’Elena

 


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