CISL SARDEGNA

Rapporto INPS 2026, CISL Sardegna: “Più industria e competenze per creare lavoro di qualità” Ledda: occupazione in crescita nell’Isola, ma restano i divari. Servono investimenti, innovazione e una strategia per fermare lo spopolamento

Il segretario generale della CISL Sardegna, Pier Luigi Ledda, commenta il XXV Rapporto annuale dell’INPS e lancia un appello: la crescita dell’occupazione deve tradursi in lavoro stabile e qualificato.

Secondo Ledda, i dati nazionali mostrano segnali positivi, con più occupati e più contratti a tempo indeterminato, ma restano forti criticità: salari ancora deboli, divari territoriali e una produttività da rafforzare.

In Sardegna l’occupazione è cresciuta nel 2025, con il tasso salito al 58,2%, ma l’Isola resta distante dalla media nazionale ed europea. Per la CISL la sfida è migliorare la qualità della crescita, puntando su industria, innovazione e formazione.

Preoccupano in particolare il rallentamento del mercato del lavoro nella seconda parte dell’anno, l’aumento della cassa integrazione nei comparti industriali e le grandi vertenze ancora aperte.

Ledda richiama la necessità di una strategia che unisca energia, investimenti e sviluppo, valorizzando poli produttivi come Portovesme, Porto Torres, Sarroch e Macchiareddu, insieme alle nuove filiere tecnologiche e della ricerca.

Resta centrale anche l’emergenza demografica: la Sardegna registra un forte calo delle nascite e continua a perdere giovani qualificati. Per la CISL servono quindi più formazione, università, ricerca e politiche attive per il lavoro.

“Industria, energia, competenze e welfare devono essere affrontati insieme – conclude Ledda –. Serve una strategia condivisa per costruire il futuro della Sardegna mettendo il lavoro al centro dello sviluppo”.


Scopri di più da Kalaritana Media

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.