Politica

Regione, nuove prove di dialogo tra Todde e il Partito democratico Dopo le tensioni un incontro tra le parti potrebbe facilitare i lavori verso la variazione di bilancio

Nuove prove di dialogo all’interno del Campo Largo in Sardegna. Dopo le tensioni legate alle scelte della Giunta sui nuovi direttori generali delle Asl di Cagliari e Olbia, arrivate senza la presenza degli assessori in quota Partito democratico, e il botta e risposta tra la presidente della Regione Todde e il segretario regionale del Partito democratico Silvio Lai, la maggioranza potrebbe ritrovare il filo di una discussione politica meno riottosa, a fronte della necessità di confrontarsi con una variazione di bilancio che potrebbe essere di fondamentale importanza per l’azione della Giunta nella parte rimanente di legislatura.

Todde aveva richiesto di tornare a parlare del programma elettorale e dell’importanza della difesa del campo largo. Parole a cui Lai aveva risposto durante i lavori della direzione regionale del Pd: «Difendere il Campo largo non significa evitare le discussioni. Significa farle bene», aveva affermato Lai, precisando però che «Non esiste un problema di compatibilità tra PD e M5S, né tra il PD e i sindaci di altre forze politiche, nè tra il PD e gli altri partiti della coalizione. La coesione della coalizione richiede reciprocità, confronto preventivo e piena collegialità nelle decisioni, come da regole istituzionali oltre che politiche». Una presa di posizione che ha poi lasciato spazio alla manifestazione in cui tutte le forze di maggioranza si sono ritrovate, quella contro il 41 bis, dove circa duemila persone si sono riunite alla presenza di diversi esponenti della maggioranza. Un momento di unità che potrebbe aver aiutato per guardare al futuro, malgrado le richieste dell’opposizione di portare in Aula spiegazioni sulla parvente crisi politica. A facilitare ulteriormente le discussioni potrebbe essere un incontro in settimana tra Todde e Lai, secondo quanto riportato da L’Unione Sarda, che potrebbe portare a un punto di caduta utile ad affrontare i prossimi passi determinanti per gli equilibri politici e per il giudizio dei cittadini sulla Giunta: da una parte il referendum del 22 e 23 marzo sulla Giustizia, dall’altra una variazione di bilancio da 750 milioni di euro che potrebbe arrivare in Consiglio in piena primavera e su cui al momento si concentra l’assessore al Bilancio in quota Pd Giuseppe Meloni.


Scopri di più da Kalaritana Media

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.