L'intervista

Rinnovabili, Cani: «Vogliamo fare la nostra parte ma per una transizione energetica giusta» Il commento ai microfoni di Radio Kalaritana dell'assessore regionale all'Industria dopo l'ultima pronuncia della Corte Costituzionale

L’incontro all’assessorato all’Industria tra l’assessore Cani, i sindacati e i vertici di Carbosulcis | Foto Regione Sardegna

L’annullamento di alcuni decreti ministeriali del ministero dell’Ambiente da parte della Corte Costituzionale ha riportato l’attenzione sul tema delle energie rinnovabili nell’isola. A commentare, ai microfoni di Radio Kalaritana, la decisione della Consulta e le sue conseguenze è stato l’assessore all’Industria Emanuele Cani.

«Abbiamo accolto positivamente il pronunciamento – ha affermato Cani – siamo convinti di aver legiferato nell’interesse della Sardegna. Male ha fatto invece il Ministero competente che non ha tenuto conto del principio costituzionale sottolineato dalla Consulta: questa decisione riporta al rispetto della norma votata dal Consiglio regionale». La pronuncia della Corte Costituzionale non nega però l’importanza del tema della transizione energetica. «Abbiamo sempre detto di sostenere una transizione energetica giusta, il burden sharing che ci è stato assegnato dal Governo lo vogliamo rispettare, ma abbiamo chiarito anche quali sono gli spazi idonei per poter realizzare gli impianti – ha specificato ancora Cani – Continuiamo a essere convinti del fatto che possiamo essere una delle regioni più performanti dal punto di vista delle energie rinnovabili, ma il tutto va prodotto in aree già vocate a quel tipo di attività. Vorremmo poi – ha sottolineato ancora l’assessore regionale – che il decisore politico nazionale aiutasse il sistema territoriale a essere coinvolto e ad avere maggiori benefici dalla produzione di energia. Vale per le famiglie, ma anche per le imprese». Una strada possibile per facilitare il percorso di transizione potrebbe essere quella delle comunità energetiche, viste sempre più positivamente anche dalla cittadinanza. «Abbiamo investito molto sull’autoconsumo e sulle comunità energetiche – ha concluso Cani – Anche su questo punto, il decisore nazionale dovrebbe, anziché ostacolare, costruire strumenti normativi che diano maggiore flessibilità per la costituzione delle comunità».

 

 


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