Economia

Ristorazione nel Sud Sardegna, il 94% riduce gli sprechi e l’88% investe nell’innovazione Sondaggio di Fipe Confcommercio tra gli operatori del territorio: cresce l’attenzione dei clienti alla sostenibilità e oltre il 40% utilizza prodotti sardi per più della metà delle materie prime

La ristorazione del Sud Sardegna punta sulla sostenibilità, riduce gli sprechi alimentari e introduce nuove soluzioni organizzative. È quanto emerge dal sondaggio promosso da Fipe Confcommercio Sud Sardegna tra gli operatori del settore: il 94,4% dichiara di aver diminuito il cibo sprecato rispetto a un anno fa, mentre l’88,2% afferma di aver introdotto, negli ultimi dodici mesi, innovazioni finalizzate a contenere gli sprechi.

Nel dettaglio, il 38,9% dei ristoratori segnala una riduzione consistente degli alimenti sprecati e il 55,6% una diminuzione più contenuta. Soltanto il 5,6% non rileva cambiamenti. Un quadro che, secondo l’associazione, testimonia una crescente attenzione verso pratiche capaci di coniugare sostenibilità ambientale e convenienza economica.

Tra le strategie più diffuse figurano una migliore gestione degli approvvigionamenti, la donazione delle eccedenze alimentari, la personalizzazione delle porzioni e il riutilizzo delle materie prime nelle preparazioni consentite.

«La riduzione degli sprechi è uno degli aspetti sui quali la ristorazione può incidere maggiormente, attraverso interventi concreti e immediati», sottolinea Emanuele Frongia, presidente di Fipe Confcommercio Sud Sardegna. «I risultati della nostra consultazione dimostrano che gli operatori stanno già lavorando in questa direzione. Organizzare meglio gli acquisti, programmare le preparazioni e valorizzare le materie prime significa non soltanto evitare che il cibo venga sprecato, ma anche tutelare il lavoro delle imprese e il valore economico delle produzioni».

Il sondaggio evidenzia anche il legame con le produzioni locali. Il 41,2% dei ristoratori dichiara che i prodotti sardi costituiscono tra il 50% e il 75% delle materie prime utilizzate in cucina; per il restante 58,8%, la quota si colloca tra il 25% e il 50%.

A rafforzare questa tendenza contribuisce anche la domanda: l’88% degli operatori rileva una maggiore attenzione dei clienti verso la sostenibilità. Restano però le difficoltà economiche, con i costi elevati indicati come il principale ostacolo all’adozione di ulteriori soluzioni innovative.

Il quadro restituisce l’immagine di un settore impegnato a migliorare la gestione delle risorse e a valorizzare le produzioni del territorio, pur dovendo fare i conti con le spese che gravano sulle imprese.


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