
Dopo più di un decennio di assenza dalle sale espositive, la Collezione Civica degli Artisti Sardi torna finalmente visibile al pubblico alla Galleria Comunale d’Arte.
Nasce così «Ritorni. I maestri del Novecento in dialogo», un nuovo progetto espositivo pensato per valorizzare uno dei patrimoni più identitari dei Musei Civici e riportare progressivamente alla luce opere custodite per anni nei depositi.
Ad aprire il ciclo è la mostra «Volti e storie della Sardegna (1913-1964)», che presenta sedici opere tra le più significative e amate della collezione. Un percorso che racconta l’isola attraverso i volti e le esistenze della sua gente: contadini, pescatori, donne del Campidano, prioresse, scioperanti, giovani spose e lavoratori, restituiti nella loro autenticità, lontani da ogni stereotipo folkloristico.
Il percorso espositivo si sviluppa in tre nuclei tematici – i volti, il lavoro e i momenti di relazione e di festa – offrendo uno sguardo articolato sulla vita quotidiana nella Sardegna della prima metà del Novecento. I protagonisti dei ritratti riemergono nelle diverse sezioni: talvolta in posa, con abiti eleganti, altre volte segnati dalla fatica o immersi in momenti collettivi, tra riti, celebrazioni e rivendicazioni sociali.
Le opere dialogano con la Collezione Ingrao, cuore dell’allestimento permanente del museo, creando un confronto tra linguaggi e visioni artistiche. In mostra lavori di alcuni dei principali interpreti dell’arte sarda del secolo scorso, tra cui Giuseppe Biasi, Mario Delitala, Filippo Figari, Aligi Sassu e Maria Lai, accanto a numerosi altri autori che contribuiscono a comporre un affresco corale della cultura visiva dell’isola.
Accanto alla mostra, la Galleria propone anche un itinerario didattico pensato per i più piccoli, con attività basate su giochi, osservazioni e curiosità. Un percorso che permette a bambini e famiglie di esplorare in autonomia le opere, costruendo un proprio racconto personale e avvicinandosi in modo diretto e coinvolgente al patrimonio artistico.
Con «Ritorni», la Galleria Comunale rilancia così il proprio ruolo di custode della memoria e laboratorio culturale, restituendo alla città e ai visitatori un patrimonio fondamentale per comprendere identità e trasformazioni della Sardegna nel Novecento.
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