
Una manifestazione dei comitati della Sanità
La sanità sarda continua a fare i conti con problemi ormai strutturali: carenza di personale, carichi di lavoro elevati, pronto soccorso sotto pressione, barelle nei reparti, liste d’attesa e numerose questioni economiche e contrattuali ancora aperte. Una situazione complessa, stratificatasi nel corso degli anni, che secondo Cisl Sardegna e Cisl Fp richiede continuità negli interventi, risorse e una programmazione di lungo periodo.
A un anno dal Protocollo del 4 agosto 2025, il sindacato rileva però anche i primi segnali di cambiamento, tra impegni assunti, interventi avviati e nuove risorse stanziate. A queste si aggiungono gli investimenti previsti dalla recente manovra di assestamento, che dovranno ora tradursi in miglioramenti concreti per lavoratori e cittadini.
Per questo Cisl Sardegna e Cisl Fp chiedono un confronto con la presidente della Regione e assessora della Sanità per fare il punto sul percorso avviato, verificare quanto realizzato, affrontare le questioni ancora aperte e definire le priorità della prossima fase.
«Sappiamo da quale situazione complessa siamo partiti e conosciamo i problemi che restano aperti. Ma vediamo anche che qualcosa comincia a muoversi», afferma Pier Luigi Ledda, segretario generale della Cisl Sardegna. «Bisogna insistere, trasformando le risorse disponibili in servizi e miglioramenti percepibili».
Tra le priorità resta quella del personale. Il piano straordinario per l’assunzione a tempo indeterminato di mille infermieri e cinquecento medici viene considerato un passaggio importante, ma per il sindacato occorre guardare oltre l’emergenza e programmare il fabbisogno di professionalità almeno per i prossimi dieci anni, tenendo conto di pensionamenti, turnover e nuove esigenze del Servizio sanitario regionale, con il coinvolgimento delle università sarde.
Nelle aziende sanitarie restano inoltre aperte diverse questioni che riguardano organici, turni, carichi di lavoro, organizzazione dei servizi, competenze e prestazioni da liquidare, oltre a partite economiche e contrattuali e alla definizione di incarichi e posizioni aziendali.
«Chi lavora negli ospedali e nei servizi continua in molte realtà a sostenere una pressione forte», sottolinea Massimo Cinus, segretario generale della Cisl Fp Sardegna. «Servono risposte e tempi certi sulle questioni organizzative, economiche e contrattuali».
Per il sindacato, affrontare le emergenze attuali e programmare il futuro devono procedere insieme. Liste d’attesa, pronto soccorso, condizioni dei reparti e accessibilità dei servizi restano il principale banco di prova per i cittadini, mentre personale, organizzazione e medicina territoriale rappresentano i punti sui quali costruire il futuro della sanità regionale.
L’obiettivo indicato da Cisl Sardegna e Cisl Fp è ora quello di proseguire il percorso avviato, trasformando gli investimenti e gli strumenti disponibili in risultati concreti, sia per chi lavora nel sistema sanitario sia per i cittadini che ogni giorno ne utilizzano i servizi.
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