L'EMERGENZA

Sant’Efisio, buoi a rischio per la dermatite: trattative in corso con il ministero Restrizioni sanitarie sui bovini mettono in dubbio la presenza del cocchio e delle traccas alla storica processione. La Regione chiede una deroga, possibile il coinvolgimento dell’UE

(foto www.sardegnacultura.it)

È in corso un confronto tra assessorati regionali e tecnici del ministero della Salute per gestire la presenza dei bovini durante la festa di Sant’Efisio. Al centro della discussione, le restrizioni agli spostamenti degli animali, attualmente vietati nelle aree interessate dai focolai: si punta a ottenere una deroga.

La Regione ha aperto un’interlocuzione con il ministero della Salute e, in alcuni scenari, potrebbe rendersi necessaria anche un’autorizzazione a livello europeo. I dati ufficiali parlano di soli tre focolai e non di un’epidemia diffusa, ma tanto basta per attivare le misure di contenimento della dermatite nodulare contagiosa registrata nel Sarrabus, che rischiano di incidere sullo svolgimento della festa.

A rischio non è solo la tradizionale sfilata delle traccas, ma anche il giogo di buoi che traina il cocchio del santo. L’obiettivo è salvaguardare almeno questo elemento centrale della processione attraverso una deroga alle restrizioni sanitarie.

Le norme vigenti sono chiare: nel raggio di 50 chilometri da un focolaio, in linea d’aria, è vietato movimentare bovini. Si tratta della cosiddetta zona di sorveglianza, istituita per contenere l’eventuale diffusione della malattia.

Questa mattina i tecnici di diversi assessorati regionali si sono confrontati in videoconferenza con i colleghi del ministero della Salute, settore sanità animale. Proprio da Roma, lo scorso gennaio, era arrivato il via libera agli spostamenti degli animali dopo oltre sei mesi di blocco, dovuto ai casi registrati a partire da giugno soprattutto nel Nuorese.

Una decisione definitiva sulla possibile deroga non è ancora stata presa: potrebbe essere necessario attendere il parere della Commissione europea. Il tempo, però, stringe.

Una certezza, intanto, resta: come già annunciato dall’Arciconfraternita di Stampace, il voto sarà sciolto in ogni caso. Come accade da 370 anni.


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