
Negli ultimi sette anni l’Isola ha perso 6.900 laureati, circa 986 all’anno. Giovani che, dopo aver studiato in Sardegna, si trasferiscono altrove per completare gli studi o lavorare.
Secondo una stima della Cisl, questa fuga costa alla Sardegna circa 177 milioni di euro l’anno. A pesare non è solo la perdita degli investimenti sostenuti per la formazione, ma anche quella di competenze, soprattutto nelle discipline scientifiche e tecnologiche.
Il risultato è che tra i 25 e i 34 anni solo il 25% dei residenti in Sardegna è laureato, contro il 44% della media europea. Meno laureati significa anche lavori meno qualificati, stipendi più bassi e meno contributi, in una regione con una popolazione sempre più anziana.
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