
La Sardegna torna nella morsa del caldo estremo. È la quinta ondata di calore dell’anno e, dopo settimane di temperature eccezionalmente elevate, i valori sono destinati a salire ancora, con punte fino a 43-45 gradi nelle zone interne, nell’Oristanese e nel Sulcis. I meteorologi confermano che l’estate non cede e l’anticiclone di matrice nordafricana continua a mantenere sull’Isola valori tra gli 8 e i 10 gradi superiori alle medie stagionali. Un lieve calo potrebbe arrivare nel fine settimana, mentre per un ridimensionamento più significativo bisognerà attendere i primi giorni di settembre.
Il caldo non riguarda soltanto il disagio quotidiano. Le ondate sempre più intense pongono problemi sanitari, soprattutto per anziani, persone con patologie croniche e cittadini fragili. «La prevenzione deve diventare strutturale e coinvolgere pienamente la medicina generale», sottolinea Federico Contu, segretario regionale della Fimmg.
Ma l’emergenza riguarda anche il lavoro. Nei cantieri, nei campi e sulle strade migliaia di persone continuano a operare sotto temperature estreme. Il record di 48,4 gradi registrato a Orani il 19 luglio, secondo Arpas, ha reso ancora più evidente una realtà destinata a ripetersi. «Non possiamo più parlare di emergenza occasionale», afferma Fulvia Murru, segretaria generale della Uil Sardegna. «A 45 o 48 gradi non si può lavorare come se nulla fosse».
Uil e Cisl chiedono quindi di superare le ordinanze stagionali e costruire un sistema stabile di prevenzione. Tra le proposte, un protocollo regionale permanente con soglie di rischio, rimodulazione di orari e turni, pause, zone d’ombra, disponibilità di acqua, rotazione delle mansioni e, quando necessario, sospensione delle attività. Centrale anche il tema del reddito: nessun lavoratore dovrebbe essere costretto a scegliere tra salute e busta paga.
La Regione ricorda che per l’estate 2026 sono già previste limitazioni nelle giornate a rischio elevato individuate dalla piattaforma Worklimate, ma l’assessora al Lavoro Desirè Manca non esclude ulteriori interventi se il caldo persistente dovesse diventare strutturale. Il nodo riguarda anche le imprese e la necessità di prevedere adeguati sostegni economici.
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