Cultura

Scavi nelle grandi terme di Neapolis: indagini sulla copertura e nuova fase di valorizzazione del sito Raggiunta la pavimentazione originaria della vasca romana. Il 10 maggio apertura straordinaria per «Monumenti Aperti»

Proseguono le indagini archeologiche nel settore delle grandi terme di Neapolis, avviate a gennaio 2026 e finalizzate al restauro e alla messa in sicurezza di uno dei complessi monumentali più rilevanti dell’antica città costiera sarda.

Il sito rappresenta un unicum nel panorama archeologico regionale, anche per la presenza della copertura originaria ancora in parte conservata, elemento raro per edifici termali di età romana.

Secondo la tradizione, sull’impianto termale sarebbe stata edificata in età paleocristiana una chiesa dedicata a Santa Maria di Nabui, nome derivato dalla trasformazione del toponimo Neapolis. Un edificio sacro che, per antichità, viene accostato ad altri importanti luoghi di culto paleocristiano dell’Isola come San Giovanni di Tharros e Sant’Efisio di Nora.

Le fasi dello scavo

Le indagini hanno già permesso di ricostruire le diverse fasi di utilizzo della struttura, che nel corso dei secoli ha subito trasformazioni e riusi fino all’età più recente. In questi giorni gli archeologi sono arrivati alla pavimentazione originaria, dove in epoca romana era collocata una delle vasche termali.

Il lavoro di scavo consentirà di acquisire dati fondamentali per il progetto di restauro, con particolare attenzione alla stabilità della copertura, attualmente sostenuta da impalcature necessarie per garantirne la sicurezza.

Restauro e valorizzazione

L’intervento è curato dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna e rientra in un più ampio piano strategico finanziato dal Ministero della Cultura, con un investimento complessivo di 3,5 milioni di euro destinato alla valorizzazione delle principali aree archeologiche della Sardegna meridionale.

L’obiettivo è duplice: consolidare le strutture e restituire progressivamente il monumento alla fruizione pubblica, liberandolo dalle attuali strutture provvisorie.

Apertura straordinaria al pubblico

Un primo segnale di apertura verso la cittadinanza arriverà già nei prossimi giorni. In occasione delle Giornate dei Monumenti Aperti, e in collaborazione con il Comune di Guspini, l’area di scavo sarà eccezionalmente visitabile il 10 maggio, offrendo al pubblico la possibilità di osservare da vicino le attività degli archeologi e lo stato attuale delle indagini.

Un’occasione che punta a rafforzare il legame tra ricerca scientifica, tutela del patrimonio e partecipazione della comunità locale.


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