INTEGRAZIONE

«Scuola della Pace», un anno di crescita tra studio, integrazione e solidarietà Bilancio positivo per il progetto della Comunità di Sant'Egidio nel quartiere Marina di Cagliari: aumentano i partecipanti e si rafforza il coinvolgimento dei giovani volontari, tra attività educative, cultura e promozione della pace

Si è concluso con un bilancio decisamente positivo l’anno di attività della «Scuola della Pace», il progetto promosso dalla Comunità di Sant’Egidio e ospitato nei locali della parrocchia di Sant’Eulalia, nel quartiere Marina di Cagliari. Un’iniziativa che va ben oltre il tradizionale doposcuola, proponendosi come uno spazio di incontro, inclusione e crescita condivisa per bambini, adolescenti e volontari.

A raccontare l’esperienza è Gian Matteo Sabatino, responsabile della Scuola della Pace e della Comunità di Sant’Egidio di Cagliari, che sottolinea come il cuore del progetto sia la costruzione di relazioni autentiche tra bambini italiani e coetanei provenienti da altri Paesi, accomunati dalla vita nello stesso quartiere.

«Si studia, ma soprattutto si vive insieme», spiega Sabatino. Le attività quotidiane, infatti, offrono ai più piccoli l’opportunità di crescere accanto a coetanei e adulti che diventano punti di riferimento, favorendo la nascita di legami capaci di rafforzare il senso di comunità.

L’anno appena concluso ha registrato anche un significativo aumento delle adesioni e un ampliamento del gruppo dei volontari, composto in prevalenza da studenti universitari. Un risultato reso possibile anche grazie alla convenzione siglata con l’Università all’inizio dell’anno accademico, che ha consolidato la presenza dei giovani all’interno del progetto.

A ripercorrere le attività svolte è il coordinatore Luigi Tanda, che definisce la Scuola della Pace «un doposcuola gratuito capace di mettere in dialogo generazioni diverse». Accanto al sostegno scolastico, il calendario è stato arricchito da laboratori, visite culturali ed esperienze educative: dalla tradizionale cena di Natale, accompagnata dalla musica dei volontari, ai laboratori di poesia e musica, fino alle iniziative dedicate all’alimentazione, all’educazione ambientale e alla scoperta del territorio.

Tra gli appuntamenti più apprezzati figurano la visita al museo di Sant’Eulalia, una lezione di violino, gli incontri dedicati al mondo delle piante e il “Catering della Pace”, un laboratorio creativo durante il quale i bambini hanno imparato a realizzare composizioni di frutta, trasformando la merenda in un momento di gioco, creatività e condivisione.

Al centro del progetto resta il valore dell’incontro. «Educare alla pace significa partire dai più piccoli», ribadisce Sabatino, richiamando l’importanza di costruire fin dall’infanzia una cultura della convivenza e del dialogo, in un contesto internazionale segnato da conflitti e tensioni. In questo percorso, il contributo dei volontari, studenti universitari e liceali, rappresenta un investimento concreto sul futuro.

Con la conclusione dell’anno scolastico si chiude anche questa stagione della Scuola della Pace, che si conferma una realtà educativa e sociale sempre più radicata nel quartiere Marina, capace di coniugare sostegno allo studio, inclusione e promozione della cultura della pace.


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