L'allarme

Prezzi superiori del 40 per cento: serve un intervento urgente Le principali associazioni di categoria hanno lanciato un appello unitario alla Regione

Cresce la preoccupazione del sistema produttivo sardo per l’aumento dei costi legati al trasporto delle merci da e verso l’Isola. Le principali associazioni di categoria, che rappresentano industria, artigianato, agricoltura, commercio e cooperazione, hanno lanciato un appello unitario alla Regione chiedendo un intervento urgente per contrastare una dinamica definita «ormai insostenibile».

A firmare la nota congiunta sono Confindustria, Confapi, Coldiretti, Confartigianato, CNA, Confesercenti, Confcommercio, Legacoop, Confcooperative e l’Associazione Cave e Miniere.

Secondo le associazioni, all’aumento dei costi legati al sistema europeo ETS si è aggiunto, a partire da fine febbraio, un ulteriore incremento del 25% del gasolio per autotrasporto, dovuto alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Una combinazione di fattori che sta aggravando una condizione strutturale già penalizzante per la Sardegna, legata alla sua insularità.

Il quadro delineato è critico: tutte le merci in ingresso e in uscita dall’Isola registrano ormai un aumento dei costi di trasporto superiore al 40%, in larga parte attribuito proprio all’ETS. Un aggravio che, secondo le organizzazioni, sta ricadendo sia sugli operatori della logistica sia sulle imprese committenti, impegnate a contenere gli effetti sui prezzi finali al consumo.

«La situazione rischia di determinare una perdita di competitività irreversibile per le imprese sarde in tutti i settori», si legge nella nota. Le associazioni sottolineano come il fenomeno possa assumere dimensioni «estremamente pericolose» non solo per il sistema produttivo, ma anche per i consumatori.

Tra i dati evidenziati, spiccano quelli relativi alle principali rotte marittime: le linee Olbia–Livorno e Porto Torres–Genova avrebbero già registrato nel 2025 un aggravio superiore ai 50 milioni di euro, con una previsione che potrebbe arrivare a 70 milioni nell’anno in corso. Complessivamente, il costo aggiuntivo legato all’ETS per la Sardegna supererebbe i 150 milioni di euro annui.

Per questo motivo, le associazioni chiedono alla Regione l’adozione di uno strumento compensativo straordinario e temporaneo, capace di mitigare l’impatto dei maggiori costi di trasporto, oltre a un’azione presso il Governo nazionale per l’introduzione di ristori dedicati alle imprese operanti in contesti insulari.

Nel documento si sollecita inoltre un intervento in sede europea per una revisione della normativa ETS che tenga conto delle specificità delle regioni insulari. Tra le proposte, anche l’istituzione di un fondo regionale di compensazione in grado di coprire fino al 75% dell’extra-costo documentato, almeno per il biennio 2026-2027.

Un appello che riporta al centro del dibattito il tema della continuità territoriale e del divario competitivo che penalizza storicamente la Sardegna nei collegamenti e nei costi logistici rispetto al resto d’Europa.


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