Trasformare l’energia rinnovabile in un’opportunità di solidarietà e inclusione sociale. È la sfida di «Sole Insieme», la comunità energetica rinnovabile solidale nata dalla collaborazione tra l’Arcidiocesi di Cagliari e Confcooperative Sardegna, costituita ufficialmente alla fine di luglio. Il progetto punta a generare risorse da destinare alle persone più fragili e alle comunità del territorio.
A illustrarne obiettivi e prospettive è Gilberto Marras, direttore generale di Confcooperative Sardegna e amministratore delegato della comunità energetica, che attualmente conta circa 15 soci.
Secondo il piano finanziario, nell’arco di vent’anni l’iniziativa punta a destinare circa 1,8 milioni di euro a interventi e politiche sociali, una volta coperti i costi di gestione e delle infrastrutture tecnologiche. Le risorse derivanti dagli incentivi legati alla condivisione dell’energia, gestiti dal Gestore dei servizi energetici (GSE), saranno impiegate per sostenere le comunità coinvolte, con particolare attenzione alle famiglie in difficoltà.
Un ruolo centrale sarà affidato alla Caritas diocesana e alle Caritas parrocchiali, impegnate nell’individuazione delle situazioni di maggiore bisogno e nel contrasto alla povertà energetica, che costringe sempre più persone a rinunciare al riscaldamento, al raffrescamento delle abitazioni e persino a beni essenziali.
Il percorso è iniziato nel luglio 2025 con il coinvolgimento di parrocchie, cooperative sociali, enti del Terzo settore e imprese. Dopo la costituzione della cooperativa, il lavoro si concentra ora sul reperimento delle risorse finanziarie e sull’acquisizione delle tecnologie necessarie alla produzione di energia rinnovabile. Il progetto è stato presentato alla Fondazione di Sardegna e alla Fondazione con il Sud, con l’obiettivo di garantirne la sostenibilità nel tempo.
Accanto al sostegno alle famiglie, Sole Insieme intende promuovere opportunità di inclusione lavorativa per i giovani in difficoltà, coinvolgendoli in attività di cura dei parchi, valorizzazione dei siti culturali e iniziative a beneficio della collettività. Tra gli interventi ipotizzati figura anche la distribuzione di beni di prima necessità, comprese le bombole di gas.
Marras rivolge infine un appello a parrocchie, imprenditori e famiglie affinché partecipino all’iniziativa e contribuiscano alla sua crescita. L’obiettivo è fare della transizione energetica non soltanto una risposta alla sfida ambientale, ma anche uno strumento concreto per ridurre le disuguaglianze e costruire una società più inclusiva e solidale.
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