L'intervista

Taras (Confagricoltura): «Bene il tavolo sul clima, si coinvolgano associazioni e università» Le parole del presidente di Confagricoltura Sardegna ai microfoni di Radio Kalaritana

Un primo passo per affrontare i cambiamenti climatici, l’occasione per coinvolgere in un importante processo anche associazioni di settore e università. Confagricoltura Sardegna saluta positivamente l’idea del coordinamento interassessoriale per dare concretezza alla Strategia regionale di adattamento ai cambiamenti climatici promossa dall’assessorato regionale dell’Ambiente.

«Abbiamo registrato con favore l’iniziativa della Regione – ha precisato il presidente di Confagricoltura Sardegna Stefano Taras ai microfoni di Radio Kalaritana – Lo consideriamo un primo passo perché riteniamo che in un tavolo del genere debbano essere coinvolte le associazioni che rappresentano le imprese agricole più direttamente coinvolte con questo processo in atto, ma non solo, anche le università, i centri di ricerca locali e internazionali. Riteniamo che a questo fenomeno occorra avere un approccio multidisciplinare, proprio perché il cambiamento climatico non va subito, ma accompagnato anche dal supporto della ricerca, dell’innovazione e della scienza». Guardare ai cambiamenti del clima che mettono in difficoltà gli agricoltori non significa non prendere in considerazione le difficoltà del momento causate dai conflitti, a partire dall’aumento dei prezzi.

«Indubbiamente – ha continuato Taras – questa è una fase estremamente incerta e delicata che ha una dimensione globale. L’aumento dei costi sarà una delle prime conseguenze che avranno un impatto molto importante sulla produzione primaria. Lo stiamo già vedendo con i costi energetici, con i costi del gasolio, lo stiamo vedendo anche con i costi dei fertilizzanti in netto aumento. Lo scenario è estremamente delicato, però non dobbiamo mai rinunciare a ragionare in prospettiva». Gli ultimi mesi vissuti in Sardegna hanno dimostrato ancora di più l’importanza di un’azione in questo senso. «Oggi abbiamo a che fare con eventi sempre più estremi: forti ondate di siccità, piogge abbondanti e concentrate in periodi molto ristretti. In una dimensione di questo tipo bisogna attrezzarsi, mettere nelle condizioni il mondo produttivo di non subire passivamente le dinamiche che oggi, purtroppo, riguardano l’agricoltura, ma non solo. È per questo che noi riteniamo che ampliare questo tavolo sia un atto dovuto di consapevolezza ma anche di maturità politica istituzionale».


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