
La presidente Alessandra Todde
Si riaccende il confronto istituzionale sul tema del 41bis in Sardegna, con la presidente della Regione Alessandra Todde che replica con durezza alle dichiarazioni del ministro della Giustizia Carlo Nordio.
«Errare è umano, perseverare è diabolico», afferma la governatrice, criticando la volontà del Governo di proseguire su una linea ritenuta sbagliata. Todde richiama una mobilitazione ampia che ha coinvolto politica, magistratura, associazioni e cittadini, sottolineando come «tutta la politica sarda si è espressa duramente contro l’operazione che vorrebbe trasformare la Sardegna nella Cayenna d’Italia».
Nel suo intervento, la presidente evidenzia anche le criticità già emerse nel sistema penitenziario regionale: «Nonostante le denunce sui ritardi e gli errori nei lavori a Badu ’e Carros, Uta e Bancali, apprendiamo con stupore la volontà di voler proseguire in questa direzione senza coinvolgere le istituzioni locali». Un passaggio che, secondo Todde, dimostra la mancanza di confronto con il territorio.
La governatrice ribadisce quindi la necessità di un dialogo reale: «Sono sicura che tutta la Sardegna saprà rispondere unita all’ennesimo tentativo di calpestare i nostri diritti e la nostra autonomia». E annuncia una visita nel carcere di Badu ‘e Carros il 27 aprile, per verificare direttamente la situazione.
La vicenda si inserisce in un contesto più ampio di tensioni tra Stato e Regione, dove il tema dell’autonomia torna centrale. Per la presidente, ogni decisione che riguarda il territorio deve necessariamente passare attraverso il coinvolgimento delle istituzioni locali e il rispetto delle prerogative della Sardegna.
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