L'INCHIESTA

Traffico di migranti e droga tra Algeria, Sardegna e Francia: smantellata rete internazionale Otto fermi nell’operazione della Polizia coordinata dalla Dda: secondo gli inquirenti l’organizzazione gestiva sbarchi irregolari documenti falsi e collegamenti finanziari tra tre Paesi

Un’organizzazione criminale internazionale, con una rotta che collegava Algeria, Sardegna e Francia, è finita al centro di un’importante operazione della Polizia. All’alba sono stati eseguiti otto provvedimenti di fermo emessi dalla Direzione Distrettuale Antimafia nei confronti di altrettanti indagati accusati di far parte di un sodalizio dedito al favoreggiamento dell’immigrazione irregolare e al traffico di droga.

Secondo l’ipotesi investigativa, il presunto promotore dell’organizzazione sarebbe un cittadino algerino richiedente asilo che aveva stabilito la propria base nel Cagliaritano. L’uomo avrebbe avuto un ruolo centrale nella gestione del traffico: dal reclutamento dei migranti e degli scafisti in Algeria alla raccolta del denaro necessario per le traversate, fino all’organizzazione dei viaggi verso le coste meridionali della Sardegna.

Un sistema strutturato che, secondo gli inquirenti, avrebbe potuto contare anche su forme di corruzione delle autorità locali in Algeria per agevolare le partenze.

La rotta individuata dagli investigatori partiva da El Kala, città costiera dell’Algeria, attraversava il Sud Sardegna e arrivava fino a Marsiglia. Nell’Isola sarebbe stata presente una rete incaricata della gestione logistica degli arrivi, dell’accoglienza dei migranti irregolari e della predisposizione di documenti contraffatti.

In Francia, invece, avrebbe operato un presunto referente finanziario dell’organizzazione, incaricato di reperire fondi e mezzi navali ad alte prestazioni utilizzati per le traversate clandestine e, secondo l’accusa, anche per il trasporto di sostanze stupefacenti.

Le indagini hanno consentito di ricostruire almeno cinque viaggi irregolari partiti da El Kala e diretti verso le coste meridionali della Sardegna, identificando i presunti scafisti impiegati e delineando un modello operativo collaudato per il trasferimento illegale di persone.

L’operazione conferma l’attenzione investigativa sulle nuove rotte del traffico internazionale nel Mediterraneo e sui collegamenti tra gruppi criminali capaci di muoversi su più Paesi.


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