
Come adattare il turismo costiero agli effetti del cambiamento climatico e trasformare le strategie regionali in azioni concrete sui territori. È stato questo il tema dell’incontro «Adattamento ai cambiamenti climatici del turismo costiero con l’esperienza del progetto NaTour4CChange», inserito nel percorso di attuazione della Strategia regionale di adattamento ai cambiamenti climatici (SRACC) e della Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile Sardegna2030.
Il progetto europeo NaTour4CChange, finanziato dal programma Interreg Euro-MED, ha coinvolto cinque regioni del Mediterraneo: Sardegna, Andalusia, Creta, Contea di Zara e Cantone di Erzegovina-Neretva. Un’area che concentra una forte attrattività turistica, ma anche elevata biodiversità e particolare esposizione agli effetti del cambiamento climatico.
«Abbiamo dimostrato come un argomento complesso come il turismo non possa essere affrontato da un unico assessorato», ha sottolineato l’assessora della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi, evidenziando la necessità di un approccio interassessoriale che coinvolga ambiente, turismo, urbanistica, cultura e Protezione civile. Il progetto, ha aggiunto, rappresenta l’avvio di una fase operativa, destinata a tradurre la strategia regionale in interventi concreti.
In Sardegna sono state individuate come aree pilota le Aree marine protette di Capo Carbonara e Tavolara-Coda Cavallo, dove sono stati elaborati piani di azione locale. Le esperienze maturate saranno utilizzate come modelli da trasferire agli altri territori e agli enti locali.
Il tema riguarda direttamente anche l’organizzazione della stagione turistica. L’assessore del Turismo Franco Cuccureddu ha richiamato gli effetti già visibili del cambiamento climatico, citando da un lato gli eventi estremi che possono danneggiare le coste e dall’altro l’allungamento della stagione balneare, ormai estesa oltre i tradizionali mesi estivi. Una trasformazione che, secondo l’assessore, richiede di adeguare servizi come assistenza alla balneazione e pulizia delle spiagge.
Durante l’incontro sono state analizzate le tendenze del turismo in Sardegna, i rischi e gli scenari climatici futuri, oltre alla proposta di strategia regionale per l’adattamento del turismo costiero. Presentati anche i piani delle due aree pilota da Valeria Masala, direttrice dell’Area marina protetta di Capo Carbonara, e Leonardo Lutzoni, direttore dell’Area marina protetta di Tavolara-Coda Cavallo.
La strategia coinvolge anche il patrimonio culturale. L’assessora alla Pubblica istruzione e ai Beni culturali Ilaria Portas ha ricordato i danni provocati dagli eventi meteorologici estremi a siti come Nora e Tharros, sottolineando la necessità di una mappatura e di un monitoraggio costante dei beni archeologici in relazione agli scenari climatici.
Per l’assessore degli Enti locali, Finanze e Urbanistica Francesco Spanedda, il cambiamento climatico impone inoltre di considerare il territorio come una realtà in continua trasformazione. Anche le opere e le infrastrutture, ha spiegato, devono quindi essere concepite come processi capaci di adattarsi nel tempo e accompagnati dalle comunità locali.
L’obiettivo indicato dalla Regione è ora quello di fare tesoro delle sperimentazioni avviate nelle due aree marine protette e costruire, a partire da queste esperienze, un sistema di adattamento del turismo costiero applicabile su scala regionale e locale.
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