
«Sul turismo serve una riflessione seria e di sistema. Non facciamoci abbagliare da numeri in crescita che, se non letti in tutte le loro variabili, rischiano di portarci al collasso». È l’allarme di Faita Sardegna, l’associazione del turismo all’aria aperta, attraverso il presidente Nicola Napolitano, che fa il punto sulla stagione in corso.
Il 36% delle strutture associate registra una crescita delle presenze, mentre il 48% conferma i dati dello scorso anno. Per settembre, il 56% conferma le aspettative, il 20% prevede un’ulteriore crescita e il 25% segnala una perdita.
Dietro i numeri positivi, però, emergono diverse criticità: il 48% degli operatori segnala una riduzione della spesa degli ospiti, il 32% un aumento dei costi di gestione, il 20% il calo di specifici mercati e un altro 20% la carenza di personale. Quasi tutte le strutture rilevano inoltre una riduzione della permanenza media, mentre il 100% segnala prenotazioni effettuate a ridosso della vacanza. Un cambiamento rilevante per il comparto open air, che in Sardegna tra gennaio e marzo era solito vendere circa l’80% della propria offerta.
«Sono cambiate le dinamiche che incidono sui conti finali – spiega Napolitano –. Il turista è diverso perché il mondo è diverso: tensioni internazionali, caro energia, crisi economica e cambiamento climatico modificano provenienza, spesa, tempi di prenotazione e permanenza, mentre aumentano le disdette».
Secondo Faita Sardegna, il nodo è anche il divario tra una domanda in continua evoluzione e un’offerta ancora troppo rigida. «Abbiamo un’offerta debole, ferma, anacronistica. Le nostre strutture devono modificarsi, ma su due nodi decisivi, urbanistica e paesaggistica, chi governa glissa». L’associazione chiede nuovi paradigmi per rendere le strutture più efficienti e attrattive, senza affidarsi soltanto alla leva dei prezzi.
Tra le criticità anche i costi dell’energia. «Sono insostenibili e c’è un divieto di fatto di produrre energia pulita. Nelle nostre strutture non abbiamo tetti per il fotovoltaico e anche le pergole vengono osteggiate».
Infine il caro traghetti, che secondo Napolitano «incide in modo sostanziale sul turismo all’aria aperta e su tutta la Sardegna». «Una notte in nave che costa quanto una settimana di vacanza per una famiglia è un obbrobrio al quale la politica non può più assistere passivamente. Va affrontato in modo risolutivo e definitivo».
Faita Sardegna accoglie positivamente le proposte dell’assessore al Turismo Franco Cuccureddu su nuovi mercati e destagionalizzazione, ma chiede una strategia complessiva. «È urgente un tavolo di lavoro sul turismo, con scelte strategiche che ci permettano di aprirci e competere con il mondo su tutti i turismi».
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