
Nuoro vista dall’alto
Il turismo consolida il proprio ruolo nell’economia della provincia di Nuoro, con una crescita delle presenze e un peso sempre più rilevante sul valore aggiunto del territorio. È quanto emerge dall’aggiornamento del «Barometro dell’Economia Territoriale», realizzato dal Centro Studi delle Camere di commercio Guglielmo Tagliacarne insieme a Unioncamere e analizzato dall’Osservatorio Economico della Camera di Commercio di Nuoro.
Nel 2025 la provincia registra 20.998 presenze turistiche per chilometro quadrato di superficie consumata, raggiungendo il 29° posto nella graduatoria nazionale, in miglioramento rispetto al 35° del 2024. Particolarmente significativo il dato relativo al medio periodo: tra il 2019 e il 2025 le presenze turistiche sono aumentate del 14,44%, dato che porta Nuoro al 20° posto tra le province italiane per crescita percentuale.
Il comparto ha inoltre un peso importante sull’economia locale. Il valore aggiunto prodotto dalle attività di alloggio e ristorazione rappresenta il 7,93% dell’economia provinciale, collocando Nuoro al 12° posto in Italia.
Indicazioni interessanti arrivano anche dalle locazioni brevi. Su Airbnb la disponibilità media annua è di 1,64 alloggi per chilometro quadrato, mentre il tasso medio di occupazione raggiunge il 30,14%, dato che vale il 23° posto nazionale. Un’offerta ancora contenuta che, a fronte di un buon utilizzo, lascia intravedere margini di sviluppo della capacità ricettiva.
Resta però il problema della stagionalità. Le presenze risultano ancora concentrate in pochi mesi dell’anno, con effetti sulla destagionalizzazione e sulla pressione esercitata sulle infrastrutture nei periodi di maggiore afflusso.
«I numeri – osserva Maria Luisa Ariu, responsabile dell’Osservatorio economico della Camera di Commercio di Nuoro – restituiscono un quadro complessivamente positivo: Nuoro cresce nelle presenze, migliora il proprio posizionamento nazionale e vede aumentare il peso economico del turismo. Il dato più interessante è proprio la combinazione tra crescita dei flussi e valore generato dal comparto».
Per Ariu, però, occorre intervenire sulla stagionalità: «Per consolidare questa tendenza sarà importante lavorare sulla capacità di attrarre visitatori durante un arco più ampio dell’anno, rafforzando e diversificando l’offerta del territorio».
In attesa del bilancio definitivo del 2026, i primi dati disponibili indicano un andamento sostanzialmente in linea con il 2025, confermando per ora la tenuta del settore.
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