
Questa mattina, nella Curia Arcivescovile di Cagliari, il colonnello Guido Deidda è stato ricordato attraverso un gesto di grande valore storico e spirituale. La sua famiglia, insieme al figlio, il gesuita padre Enrico Deidda, ha consegnato a Monsignor Giuseppe Baturi il messale manoscritto che l’ufficiale realizzò durante gli anni della prigionia.
Alla consegna hanno preso parte figli e nipoti della famiglia Deidda, riuniti in un momento particolarmente intenso e carico di emozione. Un gesto nato dal desiderio di affidare alla Chiesa di Cagliari una preziosa testimonianza di fede e di storia familiare, destinata a essere custodita e valorizzata nel Museo Diocesano di Cagliari.
Il messale, interamente scritto a mano durante la prigionia, rappresenta una straordinaria testimonianza della fede vissuta nelle difficoltà della guerra. Tra le sue pagine emerge la forza della preghiera come sostegno quotidiano e il desiderio di mantenere viva la speranza anche nei momenti più duri.
Insieme al manoscritto è stata consegnata anche una toccante lettera che il colonnello scrisse alla moglie, madre dei suoi figli. Un documento di grande valore umano e spirituale, nel quale emergono l’amore per la famiglia, la fiducia nel futuro e l’affidamento a Dio, capaci di resistere anche alla lontananza e alle sofferenze della prigionia.
Il messale e la lettera entreranno così a far parte del patrimonio del Museo Diocesano di Cagliari, dove saranno custoditi quali preziose testimonianze di fede, memoria e resilienza. Un’eredità che racconta non solo la vicenda personale del colonnello Deidda, ma anche la capacità della speranza cristiana di illuminare le pagine più difficili della storia, consegnando alle future generazioni una testimonianza autentica di coraggio e di fede.
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