
Il patriarca Piebattista Pizzaballa (Foto Latin Patriarchate of Jerusalem)
In occasione del Venerdì Santo, le comunità cristiane di tutto il mondo sono chiamate a rinnovare la tradizionale Colletta per la Custodia della Terra Santa, un gesto di carità che unisce la Chiesa universale ai luoghi dove la vita, la morte e la risurrezione di Gesù hanno lasciato tracce indelebili.
Quest’anno, il gesto assume un significato particolarmente urgente. La Terra Santa vive un periodo di crisi profonda: la guerra, la distruzione e la crescente precarietà hanno colpito duramente le comunità cristiane, già minoritarie. Molte famiglie hanno perso il lavoro legato ai pellegrinaggi, le scuole incontrano grandi difficoltà e intere realtà rischiano di scomparire. In questo contesto, sostenere i cristiani della Terra Santa significa offrire una speranza concreta a chi lotta ogni giorno per restare nella propria terra, continuando a testimoniare la fede e il Vangelo.
La Colletta del Venerdì Santo rappresenta quindi non solo un aiuto economico, ma un gesto di comunione ecclesiale, capace di rendere partecipi i fedeli della vita di quelle comunità che custodiscono i Luoghi Santi. Le offerte raccolte permettono alla Custodia francescana di continuare la sua missione fondamentale: preservare le “pietre della memoria” – cioè i santuari e i luoghi storici della fede – e sostenere le «pietre vive», ossia le comunità locali, attraverso attività pastorali, educative, sanitarie e sociali.
Il sostegno concreto si traduce in molteplici interventi: manutenzione e restauro dei santuari, accoglienza dei pellegrini, sostegno alle scuole e alle università, aiuto alle famiglie, assistenza sanitaria e progetti educativi per bambini e giovani. Particolare attenzione è riservata alle popolazioni più colpite dai conflitti in corso.
Secondo le disposizioni canoniche, parte delle offerte è destinata direttamente alla Custodia della Terra Santa, mentre la restante quota viene affidata al Dicastero per le Chiese Orientali, che provvede a redistribuirla per sostenere le Chiese locali nei diversi Paesi. Come stabilito dal canone 1266 del Codice di Diritto Canonico, le offerte devono essere versate integralmente, senza trattenere alcuna quota.
Il versamento può avvenire tramite:
- Bonifico bancario: IBAN IT52C0306909606100000000713, intestato a Amministrazione Curia Arcivescovile, causale: “Colletta Custodia Terra Santa”;
- Bollettino postale: n. 11314093, intestato a Curia Arcivescovile, causale: “Colletta Custodia Terra Santa”;
- In contanti o assegno, consegnati direttamente all’Ufficio amministrativo della Curia diocesana.
In un tempo segnato da sofferenza e incertezze, ogni contributo diventa un segno tangibile di fraternità e speranza, capace di sostenere chi continua a vivere e a testimoniare la fede nei luoghi più santi del cristianesimo.
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