I dati

Welfare Index 2025, la Sardegna migliora ma le disuguaglianze colpiscono ancora La Regione esprime soddisfazione, ma anche cautela: restano i divari tra nord e sud del Paese

Gli indicatori cominciano ad abbozzare un sorriso, ma la strada resta lunga. A dirlo è il Welfare Index Italia del 2025, progetto portato avanti dal Think Thank Welfare Italia in collaborazione con The European House – Ambrosetti, racconta una Sardegna con alcuni dati in miglioramento, seconda tra le regioni del Mezzogiorno e sedicesima in Italia secondo le analisi sul sistema di Welfare.

Le disuguaglianze colpiscono ancora, con l’isola che è una delle regioni in cui si manifesta ancora il divario tra settentrione e meridione del Paese, come dimostra il dato delle persone a rischio povertà ed esclusione sociale che in Sardegna si attesta al 29,6%, dato di gran lunga maggiore alla media nazionale (23,6%). La Regione Sardegna, d’altra parte, sottolinea però alcuni dati più positivi, a partire da quelli sul piano strutturale, con una dispersione scolastica in calo nell’ultimo anno (dal 17,3% al 14,5%), il tasso dei giovani NEET (coloro che non studiano, non lavorano e non seguono corsi di formazione), dove l’Italia resta seconda in Europa, che scende di due punti (dal 22,8% al 20,3%). Sottolineata anche la spesa in protezione sociale, che conta per l’1,57% del PIL regionale e il secondo posto per investimenti nelle politiche del lavoro.

«Questi numeri confermano che la direzione è quella giusta. Abbiamo scelto di investire in modo mirato su protezione sociale, lavoro, sanità e istruzione e i primi risultati iniziano a vedersi nella vita delle persone», ha affermato la Presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde. «Non è un punto di arrivo – ha continuato – Restano divari da colmare, a partire dall’occupazione femminile, ma questo risultato dimostra che con una programmazione mirata si possono ottenere cambiamenti concreti». Soddisfatta anche l’assessora del Lavoro Desiré Manca. «Investiamo più della media nazionale in protezione sociale, lavoro, sanità e istruzione perché crediamo che il welfare non sia un costo, ma il motore della crescita economica. La Sardegna – ha affermato Manca – sta dimostrando che con una programmazione mirata le cose possono cambiare: un cambiamento che si costruisce con pazienza e resilienza, due caratteristiche che contraddistinguono il popolo sardo».


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