La celebrazione

Zuppi: «Nel centenario della dedicazione ringraziamo per il dono di questa casa» Il porporato, nella sua omelia a Cagliari, ha sottolineato la gioia di questa ricorrenza e dell'unione che si realizza fra Maria e tutti noi fratelli e sorelle

Il cardinale Zuppi

A Cagliari, nella basilica di Nostra Signora di Bonaria, il cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana, presiede l’omelia per il centenario della dedicazione, richiamando il senso di fraternità e la vocazione mediterranea della Sardegna. «Fratelli e sorelle, che poi è il titolo più bello, riassuntivo, il migliore, quello a cui questa madre ci dona di essere e ci ricorda di essere», afferma, sottolineando la gioia di una Chiesa riunita attorno a Maria e la comunione tra le comunità ecclesiali.

«Nel centenario della dedicazione ringraziamo per il dono di questa casa», ha detto Zuppi nella sua omelia. Il porporato ha poi invitato tutti a guardare al Mediterraneo come spazio di incontro e responsabilità condivisa: «Non possiamo accettare la guerra come modo per risolvere i conflitti, la condanna a morte di donne, bambini e uomini che diventano bersagli», ricorda, richiamando la necessità di costruire ponti e non muri, valorizzando la vocazione della Sardegna come crocevia di popoli e culture.

Zuppi insiste anche sulla dimensione interiore della vita sociale e spirituale: «c’è un altro inquinamento meno percepibile ai sensi ma altrettanto pericoloso, è l’inquinamento dello spirito», osserva, denunciando la perdita di umanità nei rapporti e l’indifferenza che svuota i legami comunitari.

Infine, il cardinale richiama il valore della pace come impegno quotidiano e personale: lasciarsi guidare da Maria significa imparare a riconoscere ogni persona come fratello e sorella, superando paure e chiusure. La comunità cristiana, conclude, è chiamata a diventare segno concreto di accoglienza e di fraternità, capace di trasformare il mare della vita in spazio di incontro e speranza.


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