8XMILLE DIOCESI

8xmille, a Cagliari il dormitorio Caritas simbolo di accoglienza e rinascita Il Centro è stato scelto come una delle opere della nuova campagna della Conferenza episcopale italiana. Un sistema integrato che coinvolge anche Terzo settore e istituzioni locali, con l’obiettivo non solo di rispondere all’emergenza, ma di costruire percorsi di riscatto e inclusione sociale

Il Centro Caritas Papa Francesco di Cagliari è tra i protagonisti della nuova campagna dell’8xmille alla Chiesa cattolica, promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana e in onda dal 12 aprile su tv, radio e web. La struttura, nel cuore del centro storico, con il suo dormitorio maschile rappresenta oggi uno dei principali punti di riferimento cittadino per le persone senza dimora.

Situato nel centro storico del capoluogo sardo, il dormitorio è una delle principali “opere segno” della Caritas diocesana: un luogo di accoglienza nato dopo la visita di Papa Francesco in città e realizzato grazie alla collaborazione con il Comune. Qui, ogni giorno, uomini in condizioni di fragilità trovano un letto, servizi essenziali e soprattutto un percorso di accompagnamento verso una possibile ripartenza.

«C’è tutto il senso della comunità in questo impegno», spiega don Marco Lai, direttore della Caritas diocesana di Cagliari. «Non offriamo solo un posto dove dormire, ma un’occasione per rimettere al centro la persona e ricostruire la propria vita».

La struttura è attiva tutto l’anno e può accogliere fino a 16 ospiti, seguiti da operatori e volontari. Accanto al dormitorio operano anche le unità di strada, che ogni sera raggiungono chi vive all’addiaccio offrendo pasti caldi, beni di prima necessità e orientamento ai servizi.

Un sistema integrato che coinvolge Caritas, Terzo settore e istituzioni locali, con l’obiettivo non solo di rispondere all’emergenza, ma di costruire percorsi di inclusione sociale. «I dormitori sono porte d’ingresso verso nuove opportunità – prosegue don Lai – dal reinserimento lavorativo al ritorno a una vita autonoma».

Non mancano le storie di riscatto come quella di Gianfranco, ex calciatore, che nel dormitorio ha trovato «una famiglia» e un nuovo punto di partenza. Alcuni ex ospiti diventano volontari o operatori, contribuendo a loro volta ad aiutare chi è in difficoltà. Un circolo virtuoso che testimonia un modello di solidarietà capace di generare nuove risorse umane oltre che sociali.

A Cagliari il numero di persone senza dimora resta elevato, con picchi fino a 120 presenze nei dormitori cittadini. A complicare la situazione è anche la riduzione degli alloggi disponibili a lungo termine, spesso destinati agli affitti brevi. «Garantire un’accoglienza efficace è una sfida che coinvolge tutti – sottolinea don Lai – dalle parrocchie ai servizi sociali. Nonostante gli sforzi, resta difficile rispondere a ogni richiesta».

Il progetto del dormitorio è sostenuto anche grazie ai fondi dell’8xmille, che permettono di mantenere attivi servizi continuativi e qualificati. Nel triennio 2023-2025 sono stati destinati circa 45mila euro alla struttura, aperta 365 giorni l’anno.


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