Il quadro

Aou di Cagliari, Asl Cagliari e Brotzu: annunciato lo stato d’agitazione dei lavoratori Marras (FP CGIL Cagliari): «Situazione dell'ultimo periodo esplosiva»

La situazione della sanità in Sardegna continua a essere complessa. Cgil, Cisl, Usb, Uil e Fials Cagliari hanno annunciato lo stato d’agitazione e l’astensione dalle prestazioni aggiuntive dei lavoratori e lavoratrici dell’Aou di Cagliari, dell’Arnas Brotzu e della Asl di Cagliari. Lo stato d’agitazione coinvolge infermieri, oss, tecnici sanitari, personale amministrativo e ogni altro profilo professionale.

«A partire dagli anni 2000 – ha commentato Carlo Marras, coordinatore territoriale Cgil della Funzione Pubblica di Cagliari, ai microfoni di Radio Kalaritana – da quando sono cominciati i tagli nei finanziamenti del personale e sono partite le limitazioni del turnover, le difficoltà sono diventate sempre maggiori. La situazione dell’ultimo periodo è però esplosiva. A questo quadro si aggiungono le novità dovute agli ospedali e alle case di comunità che necessitano di personale aggiuntivo. In questo quadro le aziende, e anche la Regione come assessorato, hanno tenuto bloccati i piani assunzionali presentati, come stabilisce la legge, entro il 15 novembre di ogni anno, e approvati dalla Regione Sardegna con atti deliberativi tra agosto e settembre. Le aziende hanno chiesto a noi di condividere la necessità di spostare il personale, già ridotto all’osso, nei reparti ospedalieri e noi a questo ci siamo opposti». Il contesto è sempre più critico, seppur ogni azienda e ogni presidio viva specifiche situazioni. «Le situazioni sono diverse da azienda all’azienda – ha precisato Marras – All’ospedale Brotzu ci sono problemi anche di altra natura: per esempio, ci è stato comunicato dalla direzione che erano state esaurite nel primo quadrimestre del 2026 l’intero pacchetto di ore di prestazioni aggiuntive da pagare nell’anno solare 2026. Ci sono dunque diversi fatti che rendono chiaro il sottodimensionamento. La Regione, anziché aumentare i finanziamenti, cercare di garantire un livello occupazionale decente e di non spremere quelle poche persone che sono in servizio, ha ridotto ulteriormente invece gli importi per poter fare le assunzioni. Noi abbiamo persone che si fanno il loro turno, le loro 36 ore settimanali e tra straordinari e prestazioni aggiuntive arrivano quasi settimanalmente alle 50 ore».

La situazione potrebbe essere affrontata in una assemblea pubblica: «Stiamo riflettendo – ha proseguito Marras – sulla possibilità di fare un’iniziativa, un’assemblea aperta a tutti, presso l’ospedale Santissima Trinità nei prossimi giorni in cui potremmo esporre le nostre lamentele e poi chiederemo anche di essere auditi in Consiglio regionale. Sottolineo che nello stesso periodo, l’8 ottobre, ci saranno manifestazioni delle colleghe e dei colleghi del territorio di Sassari che affrontano una situazione purtroppo simile alla nostra».


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