
Consiglio permanente (Foto Siciliani-GennariSIR)
L’urgenza di una Chiesa missionaria, accogliente e capace di dialogo, in un tempo segnato da conflitti e divisioni, è stata al centro della sessione primaverile del Consiglio episcopale permanente della Conferenza Episcopale Italiana, riunito a Roma sotto la guida del cardinale Matteo Zuppi.
Nel confronto tra i vescovi è emersa la consapevolezza di un contesto internazionale attraversato da profonde ferite: guerre diffuse, indebolimento del diritto internazionale, tensioni sociali e difficoltà crescenti per famiglie e comunità. In questo scenario, è stata ribadita la responsabilità della Chiesa di annunciare il Vangelo con uno stile di prossimità, ascolto e fraternità.
Forte la preoccupazione per i conflitti in atto, in particolare in Medio Oriente, e per il rischio di una progressiva assuefazione alla guerra. I presuli hanno richiamato la necessità di educare alla pace, sostenere gli sforzi diplomatici e rafforzare il ruolo dell’Europa nella promozione della giustizia e dei diritti. Rilanciato anche il messaggio della Nota “Educare a una pace disarmata e disarmante” e l’invito a partecipare alla Colletta per la Terra Santa del Venerdì Santo.
Ampio spazio è stato dedicato alla vita delle comunità cristiane, chiamate a confrontarsi con solitudini, fragilità familiari e nuove forme di povertà.
I vescovi hanno sottolineato l’importanza di costruire comunità accoglienti e vive, capaci di accompagnare chi si avvicina alla fede e di testimoniare una carità concreta. Nonostante una diffusa «fame di comunità», resta la difficoltà di trasformare i bisogni individuali in esperienze condivise. Da qui l’invito a una rinnovata creatività pastorale e alla valorizzazione della corresponsabilità ecclesiale, insieme alla vicinanza ai sacerdoti, spesso gravati da impegni crescenti.
Particolare attenzione è stata rivolta ai giovani, segnati da precarietà e incertezza, ma alla ricerca di riferimenti credibili e di speranza. In un contesto sociale polarizzato, i vescovi hanno inoltre richiamato il valore dell’unità e della riconciliazione, invitando a superare le contrapposizioni e a promuovere uno stile di incontro e dialogo.
Nel corso dei lavori sono state esaminate anche le Linee di orientamento per il cammino delle Chiese in Italia, in continuità con il percorso del Cammino sinodale.
Tra le priorità indicate: la conversione missionaria, la trasmissione della fede, la corresponsabilità e l’individuazione di strumenti comuni di verifica. Particolare attenzione è stata riservata all’iniziazione cristiana, alla missione e al tema della pace.
I vescovi hanno inoltre deciso di avviare uno studio sulla revisione dei percorsi di iniziazione cristiana e approvato un documento sull’identità di padrini e madrine, definiti come figure di raccordo tra famiglia e comunità.
Tra le comunicazioni, l’avvio dei lavori per il Congresso eucaristico nazionale del 2027 a Orvieto e la proposta di proclamare il beato Rosario Livatino patrono dei magistrati, ora all’esame della prossima Assemblea generale.
Approvati anche nuovi criteri per la gestione dei fondi 8xmille, improntati a trasparenza e responsabilità, e l’aggiornamento delle linee guida sugli investimenti etici.
La sessione si è conclusa con l’impegno a proseguire il cammino sinodale e a rafforzare il ruolo della Chiesa come presenza di dialogo, unità e speranza nella società italiana.
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