Politica

Nuove linee guida sui tirocini per giovani fragili e inclusione sociale La Regione aggiorna le regole per sostenere giovani fragili e contrastare l'esclusione nell'occupazione

Gli uffici regionali di viale Trento (foto Uff. Stampa Regione Sardegna)

Negli ultimi dieci anni il mondo del lavoro è cambiato profondamente, lasciando emergere nuove fragilità sociali, spesso difficili da intercettare. Tra queste, spicca la condizione dei giovani che non studiano e non lavorano, i cosiddetti Neet, dietro ai quali si nascondono storie complesse, percorsi interrotti e crescenti difficoltà di inclusione.

È partendo da questo scenario che la Regione ha approvato le nuove «Linee guida per i tirocini di orientamento, formazione e inclusione sociale», aggiornando una normativa ferma al 2015. Come sottolineato dall’assessora al Lavoro Desirè Manca, il percorso di riforma è stato costruito ascoltando operatori, servizi sociali ed enti locali, con l’obiettivo di rendere gli strumenti più adeguati alle esigenze attuali.

Tra le novità principali, il superamento del limite fisso di 500 euro per l’indennità di partecipazione: una scelta che punta a riconoscere maggiore dignità ai tirocini, permettendo compensi più adeguati all’impegno richiesto. Si amplia inoltre la platea dei beneficiari, includendo anche minori ancora in obbligo scolastico all’interno di progetti educativi mirati a prevenire esclusione e devianza.

La riforma introduce anche maggiore flessibilità nella durata dei percorsi e rafforza la rete dei soggetti coinvolti nella presa in carico, rendendo possibili interventi più mirati anche nei casi più complessi. L’obiettivo è costruire percorsi personalizzati ed efficaci, capaci di accompagnare i giovani verso una reale integrazione sociale e lavorativa.

Un passo che punta a rafforzare il ruolo dei servizi territoriali e a rispondere in modo concreto alle nuove sfide del disagio giovanile.


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