
Cagliari si prepara a vivere la Settimana Santa 2026 con un ricco cartellone di riti e appuntamenti che intrecciano fede, tradizione e identità popolare. Il programma, promosso dal Comune in collaborazione con le confraternite storiche e le comunità parrocchiali, accompagna la città sino al 12 aprile, restituendo un patrimonio spirituale che attraversa i secoli e continua a parlare al presente. A presentarlo sono state a Palazzo Bacaredda, l’assessora alla Cultura, Maria Francesca Chiappe, le associazioni religiose coinvolte e Marzia Cilloccu, nella doppia veste di consigliera comunale e rappresentante dell’Ufficio di gabinetto dell’assessore regionale al Turismo, Artigianato e Commercio della Sardegna, che assieme al Comune sostiene l’evento. Un cammino condiviso che coinvolge l’intera comunità cittadina. Ad aprire il calendario sono state le processioni dei Misteri, svoltesi venerdì 27 marzo, che hanno attraversato i quartieri cittadini portando nelle strade i segni della Passione. Le confraternite, custodi di una tradizione antica, hanno accompagnato i simulacri con gesti e canti tramandati da generazioni. Oggi, Domenica delle Palme, la città vive la benedizione dei rami d’ulivo nelle diverse chiese e confraternite, segno di un popolo che continua a riconoscersi nei gesti della fede. Il cuore dei riti si concentra nel Triduo pasquale. Il Giovedì Santo sarà segnato dal tradizionale pellegrinaggio delle «Sette Chiese», espressione di una devozione diffusa e radicata, che invita i fedeli a sostare in preghiera davanti all’Eucaristia. Il Venerdì Santo troverà il suo vertice nella processione del Cristo morto, accompagnata dai canti antichi e da un clima di intensa partecipazione che avvolgerà le vie della città. Il Sabato Santo sarà caratterizzato dai riti de «su Scravamentu» e dalle processioni che preparano alla Veglia, mentre la Domenica di Pasqua culminerà con «S’Incontru», uno dei momenti più suggestivi, in cui il Cristo risorto incontrerà la Madre tra la gioia della comunità e il suono festoso delle campane. Accanto ai riti tradizionali, il cartellone propone anche eventi collaterali, tra cui concerti di musica sacra, esecuzioni corali e momenti culturali, che contribuiscono a creare un clima di raccoglimento e partecipazione. La dimensione musicale, in particolare, accompagna e sostiene i riti, diventando parte integrante dell’esperienza spirituale. La Settimana Santa si conferma così uno degli appuntamenti più significativi per la città, capace di unire liturgia e pietà popolare, memoria e attualità. Un patrimonio vivo, che continua a essere custodito e trasmesso, offrendo a credenti e visitatori l’occasione di riscoprire il senso profondo di questi giorni e di lasciarsi coinvolgere in un cammino che conduce al cuore del mistero pasquale.
Luisa Atzori – articolo apparso su Kalaritana Avvenire del 29 marzo
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