
Foto Archivio Canva
È una stima provvisoria, che conferma però quanto già denunciato soprattutto dai consumatori e dalle associazioni che ne fanno le veci. Secondo i dati pubblicati dall’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra una variazione del +0,5% su base mensile e del +1,7% su base annua (da +1,5% nel mese precedente).
Nell’ultimo mese, l’andamento dell’inflazione è stato provato da quella che è la crescita dei costi dell’energia, a partire dai carburanti (da -6,6% a -2,3%). A far segnare un aumento nei dati è anche l’accelerazione dei prezzi degli alimentari non lavorati (da +3,7% a +4,4%), mentre rallentano i prezzi per alcuni servizi, tra cui quelli ricreativi, culturali e di cura della persona (da +4,9% a +3,0%). La crescita su base annua dei prezzi del “carrello della spesa” è pari a +2,2% (da +2,0%), mentre l’inflazione di fondo scende a +1,9% (da +2,4%). L’andamento dei prezzi rispecchia, dunque, l’instabilità globale, con il conflitto in Iran e le sue conseguenze che continuano ad impattare nell’immediato sui portafogli degli italiani. Effetti che non possono far escludere influenze anche sulle scelte dei consumatori riguardanti il lungo periodo.
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