
Non accenna a placarsi la tensione nel polo industriale di Portovesme. Mercoledì 8 aprile, dalle 7.30 alle 9.30, davanti ai cancelli della centrale Enel, è convocata un’assemblea generale dei lavoratori iscritti e simpatizzanti di Fiom-Cgil e Uilm Uil.
«Il punto centrale – ha detto, ai microfoni di Radio Kalaritana, Renato Tocco della Uilm – è la dismissione del carbone. Si parlava inizialmente del 2028, ma con la guerra in corso e le recenti decisioni governative, sembra che si voglia prolungare la produzione. Noi dobbiamo capire quali saranno i tempi e le modalità.
Quali sono le preoccupazioni dei lavoratori?
La principale preoccupazione riguarda il destino dei lavoratori in caso di riconversione della centrale. Abbiamo chiesto alla politica nazionale e regionale di chiarire quali misure di formazione e reinserimento lavorativo saranno adottate, ma non abbiamo mai ricevuto risposte concrete. Oggi siamo in alto mare, e i lavoratori vogliono capire quale sarà il loro futuro.
Ci sono altri aspetti legati al territorio?
Sì, il territorio stesso vive una situazione drammatica. La settimana prossima sarà convocata un’assemblea con i lavoratori dell’Ex-Alcoa, e stiamo organizzando un’assemblea pubblica per discutere iniziative regionali. Se necessario, ci rivolgeremo anche al Ministero, perché nonostante i solleciti, il Ministro Urso non ci ha ancora convocati, nonostante gli impegni presi in passato.
L’obiettivo è quindi esercitare pressione politica?
Esatto. La politica regionale e nazionale ha una responsabilità diretta. Le produzioni nel nostro territorio, come quelle della Portovesme, vengono gradualmente ridotte, con conseguente perdita di posti di lavoro. Molti lavoratori hanno già dovuto cercare opportunità altrove. Non possiamo permettere che il silenzio politico porti allo smantellamento del polo industriale.
Oltre alla centrale, quali le altre aziende coinvolte?
Ci sono problemi legati a ex -Alcoa, oggi Sider Alloys, Portovesme Srl e Eurallumina. L’intero settore industriale del polo di Portovesme vive una condizione di completa incertezza. Stiamo convocando tutte le assemblee necessarie per informare i lavoratori e prendere decisioni condivise sulle iniziative da mettere in campo.
Qual è l’obiettivo finale?
Risvegliare la politica e garantire che le produzioni continuino nel nostro territorio, senza essere smantellate. Non resteremo fermi: i metalmeccanici del Sud Cisiglesiente vogliono difendere il lavoro e il futuro della loro comunità.
Qui l’intervista integrale di Radio Kalaritana.
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