
«Un passo concreto per garantire dignità e qualità del lavoro». Così la presidente della Regione Alessandra Todde ha definito l’approvazione del salario minimo per gli appalti pubblici, norma discussa in Consiglio regionale e a cui è stato dato il via libera nella serata di ieri, mercoledì 8 aprile.
La legge stabilisce una soglia minima di 9 euro per le retribuzioni nei contratti di appalto e nelle concessioni affidate dalla Regione, dagli enti locali, dalle aziende sanitarie e dalle società controllate. Oltre alla soglia minima, l’approvazione del testo comporta anche la formazione di un Comitato regionale per il monitoraggio della qualità del lavoro, con funzioni di controllo, oltre a una predisposizione di report annuali sull’applicazione delle disposizioni e sull’andamento dei costi della manodopera. Ventisette i pareri favorevoli espressi in Aula, astenuta, invece, l’opposizione, che durante il dibattito della mattinata aveva posto la propria attenzione su una soglia retributiva considerata troppo bassa. «La Sardegna interviene in modo preciso – ha dichiarato Todde – in particolare nei settori ad alta intensità di manodopera, dove il costo del personale incide maggiormente e dove troppo spesso si sono scaricati gli effetti del massimo ribasso. Con questa legge si fissa un principio chiaro: il lavoro deve essere tutelato e adeguatamente retribuito».
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