Le indagini

Truffe online, raggiri telefonici e furti di identità: si moltiplicano gli episodi Carabinieri del Comando provinciale di Cagliari impegnati in controlli su tutto il territorio

Truffe online, raggiri telefonici e furti di identità: i Carabinieri del Comando provinciale di Cagliari hanno intensificato i controlli su tutto il territorio, portando alla luce un fenomeno in crescita e sempre più sofisticato.

Diverse le persone individuate come responsabili di attività illecite che avrebbero fruttato complessivamente decine di migliaia di euro.

Le tecniche utilizzate dai truffatori si fanno sempre più raffinate, puntando sull’urgenza emotiva e sull’apparente credibilità di interlocutori che si presentano come rappresentanti di istituzioni o operatori affidabili.

Nel mirino finiscono soprattutto gli anziani. Tra i casi emersi, nel Sarrabus un pensionato è stato raggirato da un falso maresciallo dei Carabinieri, che lo ha convinto a effettuare bonifici per ingenti somme con il pretesto di bloccare una frode.

Diffusa anche la truffa del «falso parente in difficoltà»: a Sant’Antioco e Guspini due pensionate hanno ricaricato carte prepagate a soggetti che si spacciavano per i figli.

Sempre a Sant’Antioco, una giovane si sarebbe finta impiegata bancaria inducendo un anziano a trasferire denaro per una presunta operazione sospetta.

Numerosi i casi legati alla compravendita online: a Gonnosfanadiga un 21enne avrebbe incassato oltre 13 mila euro per la vendita di un’auto mai consegnata, mentre episodi simili si sono verificati anche a Furtei e Samatzai.

Non mancano le truffe tramite falsi siti e-commerce e raggiri assicurativi, così come piccoli inganni quotidiani, dalle finte riparazioni domestiche ai falsi incidenti stradali.

Particolarmente insidiosi i furti di identità digitale: a Dolianova due giovani avrebbero raccolto dati personali con la promessa di compensi online, utilizzandoli poi per aprire conti correnti destinati al riciclaggio.

Un’altra truffa, emersa a San Nicolò Gerrei, prevedeva falsi guadagni legati alla condivisione di video, subordinati al pagamento di commissioni.

Le indagini proseguono, mentre l’Arma invita i cittadini alla massima prudenza.


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