
Una mandria di bovini
Torna la preoccupazione tra gli allevatori sardi dopo i nuovi focolai di dermatite nodulare bovina registrati tra Muravera e Villaputzu. Un segnale che riapre timori mai del tutto sopiti, soprattutto considerando il peso del comparto zootecnico nell’Isola, con migliaia di aziende e centinaia di migliaia di capi coinvolti.
Il clima nelle campagne è segnato da incertezza e tensione. Le restrizioni sulla movimentazione degli animali rischiano infatti di avere ricadute immediate sull’economia delle aziende, proprio in una fase cruciale come quella primaverile, quando i vitelli sono pronti per il ristallo. A sottolinearlo è Mario Putzolu, che invita a trovare un equilibrio tra tutela sanitaria e continuità del mercato: la prevenzione resta prioritaria, ma deve essere compatibile con le esigenze produttive.
Dello stesso avviso anche Bruno Meloni, che evidenzia i rischi legati a uno stop generalizzato. Il blocco delle movimentazioni, osserva, potrebbe tradursi in una paralisi dell’attività aziendale. Da qui la richiesta di interventi più mirati, limitati alle aree effettivamente colpite, e di strumenti diagnostici più rapidi per consentire spostamenti in sicurezza.
Intanto la Asl di Cagliari ha intensificato le attività di controllo nelle zone interessate e in quelle limitrofe, avviando verifiche cliniche sistematiche negli allevamenti. Al momento non si registrano nuovi casi, ma il monitoraggio resta costante per contenere l’eventuale diffusione del virus.
La sfida, ora, è evitare che l’emergenza sanitaria si trasformi in una crisi economica per un settore già messo alla prova negli ultimi anni.
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