PREMIAZIONE

«Donne al Traguardo 2026»: a Cagliari premiate storie di coraggio e innovazione sociale Riscatto, inclusione e diritti al centro della 23ª edizione del riconoscimento che celebra l’impegno femminile e la solidarietà tra donne

Silvana Migoni con Kety Piras, una delle premiate (foto facebook Donne al Traguardo)

Storie di rinascita, impegno civile e solidarietà al femminile hanno segnato la 23ª edizione del premio “Donne al Traguardo”, assegnato nei giorni scorsi nel capoluogo sardo. Un appuntamento ormai storico che continua a dare voce a esperienze capaci di trasformare difficoltà personali in opportunità collettive. «Un’edizione particolarmente ricca – spiega la presidente dell’associazione Silvana Migoni – con storie provenienti da tutta la Sardegna e dalla penisola, che hanno reso difficile la scelta della giuria».

Il riconoscimento principale, “Donna al Traguardo dell’anno 2026”, è stato assegnato ex aequo a Kety Piras e Aurora Colletti. Kety Piras, presidente dell’associazione “Donne in bici e micromobilità” – nata nel 2021 per affrontare il divario di genere nella mobilità urbana – ha costruito un progetto innovativo che promuove l’autonomia femminile attraverso l’uso della bicicletta e una diversa concezione degli spazi urbani, più attenta ai bisogni quotidiani delle donne.

Accanto al premio principale, è stato conferito anche il “Premio Sorellanza”, istituito per valorizzare le reti di supporto tra donne e superare lo stereotipo della competizione femminile. Le vincitrici di questa edizione sono Veronica Usula e Carmina Conte.

Usula, fondatrice dell’associazione “L’Ecole de Madame Foile” a Villacidro, ha dato vita a una scuola di tessitura e una comunità di accoglienza per donne con fragilità mentali. Il progetto si è sviluppato grazie alle competenze e all’energia delle partecipanti, evolvendo fino a includere percorsi di inserimento lavorativo. Un traguardo concreto è l’apertura di una bottega d’arte a Pula, simbolo di autonomia e rinascita.

A completare il quadro, la sezione “Raccontiamo le donne”, aperta anche agli uomini, che premia narrazioni di storie femminili. Tra i riconoscimenti, quello ad Andreina Moretti, che ha trasformato una vita segnata dalla povertà in un impegno concreto fondando un centro antiviolenza, e a Grazia Sitzia, autrice di un intenso racconto sulla perdita di un figlio a causa delle dipendenze.

Tre sezioni, sei premi e un filo conduttore chiaro: il protagonismo delle donne come motore di cambiamento sociale. Anche quest’anno, “Donne al Traguardo” si conferma non solo un premio, ma uno spazio di riconoscimento e valorizzazione di esperienze che generano impatto reale nei territori.


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