L'intervista

Zuppi: «La scelta della pace non è così scontata» Lo ha detto il cardinale e presidente della Conferenza episcopale italiana nell'intervista rilasciata all'Ufficio della comunicazione sociale della diocesi

Il cardinale Zuppi a Bonaria (foto Carla Picciau)

La pace, quella autentica, richiede un passo che non è affatto scontato: rinunciare alle proprie difese per spezzare la spirale della contrapposizione. È il cuore del messaggio del cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza episcopale che, questa mattina, ha rilasciato un’intervista all’Ufficio comunicazioni sociali della diocesi. Il porporato, in città per le celebrazioni legate alla Madonna di Bonaria, invita alla pace che però si scontra con la mentalità diffusa e fondata sulla prudenza e sul sospetto. L’idea dominante resta infatti quella di attendere le mosse dell’altro, mantenendo intatte le proprie protezioni, quasi a voler prevenire ogni possibile rischio.

Eppure, proprio questa logica rischia di alimentare tensioni e conflitti. Il cardinale Matteo Zuppi ha sottolineato dunque come quelle che consideriamo difese possano trasformarsi in forme di aggressione, impedendo ogni reale apertura. Solo liberandosi da questi meccanismi si può avviare un percorso diverso, capace di generare relazioni più autentiche e pacificate.

Nel suo intervento, Zuppi ha richiamato anche il ruolo fondamentale della Chiesa. Le comunità cristiane, dalle parrocchie ai gruppi locali, sono chiamate a diventare spazi concreti di pace, luoghi in cui la non violenza non è solo un principio, ma una pratica quotidiana. Non si tratta soltanto di affrontare i grandi conflitti internazionali, spesso lontani ma drammatici, bensì anche le tensioni che attraversano la vita di ogni giorno.

Sono proprio questi conflitti silenziosi, nascosti nelle relazioni quotidiane, a richiedere attenzione e cura. È lì che si gioca la possibilità di costruire una cultura del dialogo, fatta di ascolto, pazienza e capacità di ricomporre le fratture.

Ecco l’intervista realizzata da Maria Luisa Secchi, direttrice dell’Ufficio comunicazioni sociali della diocesi di Cagliari.


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