
Nel pomeriggio è stato inaugurato il nuovo Centro di accoglienza «Nostra Signora del Carmine», realizzato dalla Caritas diocesana all’interno dell’omonima parrocchia a Cagliari. Si tratta di un segno concreto di una Chiesa impegnata in prima linea nel rispondere all’emergenza abitativa, promuovendo al contempo percorsi di accompagnamento a lungo termine verso l’autonomia e il riscatto personale.
Il progetto, del valore complessivo di 100 mila euro, è stato finanziato per il 60% attraverso i fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica e per il 40% grazie al contributo di una donatrice privata. L’intervento ha riguardato la ristrutturazione e la riconfigurazione degli spazi, ora destinati all’accoglienza.
All’inaugurazione era presente l’arcivescovo mons. Giuseppe Baturi, che ha sottolineato il valore umano e spirituale dell’iniziativa: «Si apre la possibilità di offrire un contributo diverso, qualcosa di nuovo rispetto a ciò a cui siamo stati abituati: attenzione, premura, cura – ha detto –. Sono nomi concreti dell’amore, della gentilezza, del rispetto. Tutti cercano una casa, ma non solo un posto letto: cercano un luogo in cui essere accolti, dove sperimentare la misericordia, che è concreta, affettiva ed effettiva». L’arcivescovo ha inoltre richiamato l’importanza della collaborazione tra realtà ecclesiali e istituzioni: «La libertà della Chiesa si esprime nella capacità di operare insieme agli altri per il bene della persona».
Il centro, nato nell’ambito di un più ampio percorso di co-programmazione e co-progettazione con il Comune di Cagliari, dispone di 18 posti e di operatori dedicati. Il modello organizzativo è pensato per rispondere sia all’accoglienza notturna sia all’accompagnamento sociale delle persone ospitate.
L’iniziativa si inserisce in un più ampio protocollo di collaborazione che coinvolge l’Arcidiocesi di Cagliari, l’Ordine dei Carmelitani, la Caritas carmelitana in Italia, la parrocchia Nostra Signora del Carmine e la Fondazione Caritas San Saturnino. Nei mesi scorsi l’accordo ha già portato all’apertura della Casa di accoglienza Sant’Anna, destinata a donne fragili e gestita insieme alle Suore Figlie della Carità.
Si tratta dell’ottavo centro di accoglienza a bassa soglia promosso dalla Chiesa diocesana, per un totale di circa 150 posti letto, a cui si aggiunge il servizio di accoglienza invernale. Un sistema articolato di interventi a sostegno delle persone in condizione di grave marginalità.
«Si tratta di una Chiesa che continua ad accogliere e accompagnare i poveri, in uno spirito di corresponsabilità e collaborazione con le istituzioni e il terzo settore – ha spiegato il direttore della Caritas, don Marco Lai –. L’obiettivo più ampio è accompagnare gli ospiti in percorsi di recupero dell’autonomia personale e sociale, capaci di restituire dignità e fiducia nel futuro. Circa il 35% delle persone accolte ogni anno riesce a raggiungere una condizione di autonomia».
«Fa parte del carisma carmelitano l’attenzione alle persone fragili e umili – ha aggiunto il parroco padre Giuseppe Basile –. Questo centro nasce proprio con l’obiettivo di accompagnare chi vive ai margini, promuovendo dignità e percorsi di riscatto».
Presente anche l’assessora alla Salute e al benessere del Comune di Cagliari, Anna Puddu, che ha evidenziato il valore sociale dell’iniziativa: «Un ulteriore tassello nell’impegno dell’amministrazione comunale per dare risposte concrete all’emergenza abitativa, affinché nessuno resti in strada. È fondamentale garantire non solo posti letto, ma anche percorsi di vita, emancipazione e progettualità personalizzate».
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