
Una nave in porto
Il sistema dei collegamenti da e per la Sardegna torna sotto pressione a causa dell’aumento dei costi dei carburanti, legato alle tensioni internazionali e al perdurare del conflitto in Medio Oriente. Un contesto che rischia di avere effetti diretti sia sul trasporto aereo sia, soprattutto, su quello marittimo.
A preoccupare è in particolare il settore dei traghetti, dove si apre anche una fase di forte competizione tra compagnie per l’assegnazione delle rotte in regime di continuità territoriale. Un tema centrale per l’Isola, che dipende in modo strutturale dai collegamenti via mare per garantire mobilità a residenti e turisti.
Tra le tratte più rilevanti figura la Olbia–Civitavecchia, uno degli snodi principali del traffico passeggeri. Lo scalo di Olbia, in particolare, è sempre più strategico grazie a volumi in costante crescita che sfiorano i quattro milioni di passeggeri l’anno.
Parallelamente, analisi di settore segnalano come alcune delle rotte con gli aumenti tariffari più marcati siano quelle verso Livorno e le isole minori, dove la pressione sui prezzi dei biglietti risulta più evidente.
In questo scenario, alcune amministrazioni locali hanno cercato di intervenire per contenere l’impatto sui cittadini. È il caso, ad esempio, di interventi come quelli adottati a La Maddalena, dove una parte degli introiti della tassa di sbarco è stata destinata a misure di calmieramento delle tariffe dei traghetti.
Sul fronte sindacale, l’Usb ha espresso preoccupazione per le possibili conseguenze sui viaggiatori, soprattutto in vista di un’estate in cui la domanda di trasporto rischia di crescere ulteriormente mentre l’instabilità dei costi energetici potrebbe riflettersi direttamente sui prezzi finali dei collegamenti.
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