La vertenza

Cagliari, protesta cooperative sociali: in piazza oltre 600 lavoratori Usb La manifestazione si è svolta in centro città per richiedere salari dignitosi, tutele e reinternalizzazione dei servizi

La manifestazione Usb (foto pagina FB)

Oltre seicento lavoratori delle cooperative sociali sono scesi in piazza questa mattina a Cagliari per una manifestazione promossa dall’Unione Sindacale di Base, denunciando precarietà, salari insufficienti e una crescente «mercificazione» dei servizi sociali.

Il corteo è partito da piazza Garibaldi e ha attraversato le vie del centro cittadino, per poi concludersi davanti alla sede del Consiglio regionale. I partecipanti hanno rappresentato diverse professionalità del settore: educatori, pedagogisti, operatori socio-sanitari e figure impegnate quotidianamente nell’assistenza a persone fragili.

Durante la mobilitazione sono stati ribaditi i punti centrali della protesta, a partire dalla richiesta di reinternalizzazione dei servizi sociali, contro il ricorso ad appalti considerati al ribasso e responsabili, secondo i manifestanti, di un progressivo peggioramento delle condizioni lavorative e della qualità dell’assistenza.

Nel corso degli interventi, uno dei portavoce, Andrea Selis, ha sottolineato il legame tra dignità professionale e qualità del lavoro educativo, evidenziando come le condizioni contrattuali attuali non garantiscano adeguato riconoscimento economico e tutele sufficienti.

Tra le principali rivendicazioni figurano anche il rinnovo dei contratti collettivi con adeguamenti salariali al costo della vita, il riconoscimento di tutte le ore effettivamente lavorate, comprese quelle non frontali, e il miglioramento delle condizioni di sicurezza in un settore definito sempre più usurante.

La protesta ha inoltre richiamato l’attenzione sui tagli al welfare e sulla necessità di valorizzare il lavoro educativo e assistenziale, con l’obiettivo dichiarato di contrastare la dequalificazione del comparto e garantire servizi sociali di qualità.


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