
La cerimonia di benvenuto allo scalo Costa Smeralda (foto Uff. Stampa Regione Sardegna)
Nelle prime ore della mattinata, poco dopo le 8, l’aeroporto di Olbia Costa Smeralda Airport ha accolto il primo volo diretto della Delta Air Lines proveniente da New York, segnando l’avvio ufficiale del nuovo collegamento tra la Sardegna e gli Stati Uniti. Il Boeing 767 ha completato la traversata in circa 7 ore e 40 minuti, atterrando sulla pista gallurese tra l’entusiasmo di operatori e istituzioni.
A salutare l’arrivo del velivolo il tradizionale «water salute» dei Vigili del fuoco del distaccamento aeroportuale, insieme al personale dello scalo e di Geasar, la società di gestione, oltre ai rappresentanti istituzionali. Il volo inaugurale ha trasportato circa 200 passeggeri e sarà operato quattro volte a settimana, in collaborazione con i partner europei Air France, KLM e Virgin Atlantic.
Per il management aeroportuale si tratta di un risultato considerato strategico. Il direttore generale di Geasar, Silvio Pippobello, ha parlato di un progetto nato due anni fa e sviluppato attraverso la collaborazione con Regione, Enac e operatori turistici, sottolineando come la nuova rotta apra un mercato internazionale di grande rilievo e contribuisca a ridurre la percezione di isolamento dell’isola. Secondo i dati della compagnia, il collegamento sta registrando un forte interesse, soprattutto in termini di arrivi dagli Stati Uniti.
Anche la compagnia americana ha evidenziato la solidità del progetto. Roberto Ioriatti ha spiegato che la scelta di Olbia è nata da una valutazione interna sui mercati turistici, con la Sardegna risultata la destinazione preferita tra diverse opzioni mediterranee. Il volo si inserisce in una strategia orientata a una clientela premium, in linea con l’offerta turistica del territorio e con i collegamenti verso la comunità sarda negli Stati Uniti.
Sul fronte regionale, l’assessore al Turismo Franco Cuccureddu ha ricordato come negli ultimi due anni i flussi dagli Stati Uniti verso l’isola siano cresciuti in modo significativo, con incrementi fino all’83% e punte del 100% in Gallura, sottolineando l’interesse dei visitatori americani per esperienze enogastronomiche, archeologia e turismo esperienziale.
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