
Transizione energetica sì, ma nel rispetto della specificità della Sardegna. La presidente della Regione Alessandra Todde è tornata sul tema della transizione energetica durante l’evento “Far crescere il sud nella tempesta globale” tenutosi nella mattinata di oggi, giovedì 28 maggio, a Napoli.
Todde ha parlato di una campagna diffamatoria contro la Regione Sardegna. «La Sardegna ha pianificato di destinare l’1% del proprio territorio alle rinnovabili — ha sottolineato Todde durante un panel con i rappresentanti di Campania, Puglia, Calabria e Sicilia riportato da Ansa Sardegna— si tratta di 241 chilometri quadrati che potrebbero sviluppare fino a 20 gigawatt di potenza, a fronte dei 6,2 richiesti dal governo e dall’Europa». Vero pericolo sarebbe rappresentato, secondo la presidente, dalle richieste di allaccio pervenute a Terna, pari a 90 gigawatt, ben oltre l’obiettivo fissato per l’isola e che riguardano territori pregiati agricoli o vicino a beni culturali. Todde è tornata sul concetto di una transizione giusta parlando di piani per gli accumuli di energia: «Oggi si può installare un grande impianto senza accumuli, sbilanciando la rete e lasciando l’energia lì inutilizzata. Noi abbiamo 683 ore in cui l’energia in Sardegna ha costo zero. Siamo disponibili a fare sacrifici, ma vogliamo benefici e leve di competitività per le nostre imprese». La presidente della Regione ha affrontato brevemente anche la questione spinosa del nucleare. «Nessuno deve dire no a prescindere, ma anche su questo bisogna essere seri. Bisogna capire con quali tecnologie si vuole procedere, dove si vogliono mettere e che tipo di beneficio ne avrebbe il territorio. Se l’idea è ‘mettiamolo in un’isola così non dà fastidio a nessuno’, io non ci sto».
Scopri di più da Kalaritana Media
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
