Sanità

Miastenia gravis, in Sardegna una delle prevalenze più alte al mondo: 80 pazienti seguiti al Policlinico «Duilio Casula» I dati dell’Isola superano infatti la soglia fissata dall’Unione Europea per definire una malattia rara

Visita nell’ambulatorio Miastenia Gravis con la dott.ssa Francesca Pili (Foto Ufficio stampa Azienda Ospedaliero-Universitaria di Cagliari SSD Comunicazione e relazioni esterne

La Sardegna si conferma una delle aree del mondo maggiormente interessate dalla miastenia gravis, una malattia autoimmune cronica che compromette la comunicazione tra nervi e muscoli, provocando affaticamento, debolezza e un impatto significativo sulla qualità della vita. Al Policlinico «Duilio Casula» di Monserrato, nell’ambulatorio dedicato alla patologia e afferente alla struttura di Neurologia diretta dalla professoressa Monica Puligheddu, sono attualmente seguiti circa 80 pazienti.

«In Sardegna – spiega la dottoressa Francesca Pili, neurologa del Policlinico – la miastenia gravis presenta una prevalenza fino a cinque volte superiore rispetto alle aree meno colpite e circa una volta e mezzo superiore rispetto ai territori che registrano i dati mondiali più elevati».

I dati dell’Isola superano infatti la soglia fissata dall’Unione Europea per definire una malattia rara. «La prevalenza media aggiunge la specialista – è di 55,3 casi ogni 100mila abitanti, mentre l’incidenza varia tra 26,8 e 39,2 casi per milione di abitanti»,

L’accesso all’ambulatorio avviene tramite prenotazione al CUP regionale. I pazienti devono essere in possesso di un’impegnativa per miastenia o sospetta miastenia e, una volta presi in carico, possono effettuare tutti gli accertamenti previsti dal percorso diagnostico.

Uno degli aspetti più delicati riguarda proprio la diagnosi. «La miastenia gravis è ancora sottodiagnosticata – sottolinea la dottoressa Pili – perché si tratta di una malattia rara e poco conosciuta, ma anche perché i sintomi possono essere fluttuanti, variabili e talvolta poco evidenti».

Nella maggior parte dei casi la patologia esordisce con disturbi oculari, come visione doppia e abbassamento della palpebra. In altri pazienti possono comparire sintomi più estesi, tra cui difficoltà a mantenere sollevate le braccia, problemi nella deglutizione, alterazioni della voce e, nei casi più gravi, insufficienza respiratoria.

La distribuzione della malattia varia inoltre in base al sesso e all’età. Nelle donne è più frequente tra i 30 e i 50 anni, mentre negli uomini l’incidenza aumenta progressivamente con l’avanzare dell’età, raggiungendo i valori più elevati tra i 60 e gli 89 anni.

Negli ultimi anni i progressi della ricerca hanno ampliato significativamente le possibilità terapeutiche. «Nel nostro ambulatorio sono disponibili farmaci monoclonali di nuova generazione, farmaci sintomatici e immunosoppressori tradizionali», spiega la neurologa. Nei casi di aggravamento improvviso vengono inoltre utilizzate terapie con immunoglobuline e plasmaferesi.

Un ruolo fondamentale è svolto anche dagli esami di laboratorio e dalla ricerca degli autoanticorpi. «Nel siero di circa il 90% dei pazienti – conclude Francesca Pili – sono presenti autoanticorpi. Nell’85% dei casi sono diretti contro il recettore dell’acetilcolina (AChR), mentre nel 5-8% contro MuSK. Esiste tuttavia una quota di pazienti sieronegativi, più complessi da diagnosticare, per i quali è necessario ricorrere a specifici esami elettrofisiologici».

La combinazione tra elevata prevalenza della malattia nell’Isola, diagnosi precoce e accesso alle più recenti terapie rende il centro del Policlinico Duilio Casula un punto di riferimento importante per la presa in carico dei pazienti affetti da miastenia gravis.


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