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Riforma dei porti, la Sardegna dice no: «Penalizza le isole e svuota il ruolo delle Regioni» Secondo la Regione, il provvedimento concentra eccessivamente le funzioni strategiche in un organismo nazionale

La Sardegna conferma la propria contrarietà alla riforma della governance portuale approvata dal Governo. La Commissione Ambiente, Energia e Sostenibilità della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, coordinata dall’assessora regionale della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi, ha espresso a maggioranza un parere negativo sul disegno di legge che ridisegna l’organizzazione del sistema portuale nazionale.

Secondo la Regione, il provvedimento concentra eccessivamente le funzioni strategiche in un organismo nazionale, riducendo il peso delle Regioni e delle Autorità di sistema portuale. Una scelta che, per la Sardegna, rischia di avere conseguenze particolarmente pesanti, considerata la condizione di insularità e il ruolo essenziale che gli scali marittimi svolgono per la continuità territoriale e lo sviluppo economico dell’Isola.

«Non siamo contrari a una riforma del sistema portuale – afferma l’assessora Rosanna Laconi –. Riteniamo anzi che una modernizzazione sia necessaria. Contestiamo però un modello che accentra le decisioni strategiche, sottraendo capacità programmatoria ai territori e ridimensionando il ruolo delle Autorità portuali. Per una regione insulare i porti non sono semplici infrastrutture logistiche, ma presìdi fondamentali per la mobilità, l’economia e la coesione sociale».

La posizione della Sardegna si inserisce in un quadro di perplessità condivise da amministrazioni territoriali, organizzazioni sindacali, rappresentanze delle imprese ed esperti del settore, che durante l’iter del provvedimento hanno evidenziato i rischi di un’eccessiva centralizzazione delle competenze e di un progressivo allontanamento delle decisioni dai territori interessati.

Anche il Consiglio regionale della Sardegna si era già espresso contro la riforma, approvando una mozione che impegna la Giunta a contrastare un testo ritenuto lesivo delle prerogative dell’autonomia speciale e del principio costituzionale di insularità.

Nonostante il parere negativo espresso dalla Sardegna insieme a Campania, Toscana, Emilia-Romagna e Puglia, il disegno di legge ha comunque ottenuto il via libera della Conferenza Unificata grazie al voto favorevole della maggioranza delle Regioni.

«Prendiamo atto dell’esito della Conferenza Unificata – conclude Laconi – ma la posizione della Sardegna resta immutata. Continueremo a chiedere modifiche sostanziali alla riforma affinché siano salvaguardati il ruolo delle Regioni, le competenze delle Autorità di sistema portuale e le esigenze specifiche dei territori insulari».


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