
È stato confermato un nuovo focolaio di dermatite nodulare contagiosa (Lumpy Skin Disease) in un allevamento bovino di Escalaplano. Il sospetto era emerso il 30 maggio, mentre la conferma della presenza del virus è arrivata nei giorni scorsi, a meno di un mese dalla riapertura alla movimentazione del bestiame autorizzata dal Ministero della Salute dopo i casi registrati tra Sarrabus e Gerrei.
L’azienda interessata conta poco più di 30 capi e, dopo l’accertamento della positività, sono stati avviati controlli anche negli allevamenti vicini. La Asl di Cagliari ha predisposto le procedure per l’abbattimento dell’intera mandria, come previsto dalle norme europee per il contenimento della malattia.
Dall’inizio del 2026 sono stati accertati nove focolai, con 329 bovini coinvolti: 34 animali si sono ammalati, tre sono morti a causa della malattia e 269 sono stati abbattuti per disposizione sanitaria. Numeri destinati ad aumentare con il nuovo caso di Escalaplano e con la presenza del virus ancora rilevata in un allevamento di San Vito.
Prosegue intanto la campagna vaccinale, sostenuta da circa 300 mila dosi distribuite nelle oltre 7.300 aziende bovine della Sardegna. Dalla Regione l’invito agli allevatori a proseguire con le vaccinazioni e a rispettare rigorosamente le regole per evitare nuovi contagi.
Preoccupazione nel centro del Gerrei, dove si temono le conseguenze economiche di eventuali restrizioni alla movimentazione degli animali e degli abbattimenti.
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